Non con l'Italia Vienna anticipa i tempi e apre le frontiere giovedì 4 giugno

L'Austria sopprime da giovedì i controlli alle frontiere, tranne con l'Italia che reagisce seccata. La Svizzera non cambia i piani e riaprirà le frontiere con l'Austria il 15 giugno, come deciso tempo fa.

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Da domani, giovedì 4 giugno, l'Austria elimina i controlli alle sue frontiere. Non però con l'Italia.

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Dopo Roma, anche Vienna anticipa i tempi, ma la decisione austriaca di sopprimere da giovedì 4 giugno i controlli alle frontiere con la Svizzera e altri sei paesi confinanti, non cambia i piani di Berna: la Confederazione ritornerà al regime di Schengen con il suo vicino a est il 15 giugno, come già concordato non solo con l'Austria ma anche con Germania e Francia.

Le limitazioni in entrata finora in vigore sono quindi confermate, spiega la Segreteria di Stato della migrazione in un comunicato. Già dal 16 maggio - si ricorda tuttavia - Svizzera, Austria, Germania e Francia avevano varato degli allentamenti. Restano in particolare vietati gli ingressi per motivi turistici e il turismo degli acquisti.

IL servizio del telegiornale:


Per l'Italia l'Austria resta chiusa

L'Austria esclude dunque l'Italia, per il momento, dall'elenco di sette Paesi confinanti ai quali il cancelliere Sebastian Kurz riapre invece i confini.

Una decisione che ha provocato la dura reazione da parte italiana del premier Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e fa salire la tensione tra Roma e Vienna, mentre l'Unione europea invita a evitare discriminazioni in base alla nazionalità.

I cittadini di Germania, Svizzera, Liechtenstein, Slovenia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca sono liberi di viaggiare senza controlli "come prima del coronavirus", ha annunciato il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg per il quale "i dati non lo consentono invece con l'Italia". 

Affermazione appena temperata dalla precisazione che "non è una decisione contro l'Italia" e che il governo austriaco effettuerà una nuova valutazione la prossima settimana perché "l'obiettivo resta la riapertura appena i dati lo consentiranno".

"Sono decisioni discriminatorie che non ritengo accettabili", è stata la risposta secca del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si è chiesto se l'Italia paradossalmente si trovi a "pagare il prezzo di una grande trasparenza" mostrata sulla pandemia. 

"Gli individualismi violano lo spirito comunitario e danneggiano l'Europa e il mercato unico", la reazione a caldo del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, fiducioso, comunque, in una prossima evoluzione positiva. Il titolare della Farnesina ha infatti sentito nel pomeriggio l'omologo austriaco registrando "la disponibilità a far confrontare i nostri ministeri della Salute sui dati epidemiologici", che per l'Italia sono "migliori" di altre aree d'Europa. La decisione di Vienna insomma, ha riferito Di Maio, "non è definitiva".

Buoni rapporti con la Francia

Si rafforza invece la partnership tra Italia e Francia dopo il bilaterale a Roma tra Di Maio e il collega Jean-Yves Le Drian. Se l'Italia si sta rialzando "lo dobbiamo anche all'aiuto dei nostri amici e tra questi c'è la Francia", è stato il ringraziamento del titolare della Farnesina ai cugini d'Oltralpe che hanno i confini interni dell'area Schengen aperti, compresi quindi quelli con l'Italia. 

Sottolineando che Roma ha scelto di riaprire le frontiere e che servono "regole uniformi" per garantire viaggi sicuri ai cittadini europei, Di Maio ha voluto calcare sul fatto che "ci aspettiamo reciprocità da tutti gli altri Paesi". Un messaggio all'Austria, rafforzato dal "rammarico" per le chiusure da parte di alcuni Paesi, tra cui ovviamente "non c'è la Francia". Cortesia restituita da Le Drian: "L'Italia mi mancava e sono venuto appena ha aperto".

Vediamo cosa è successo ai valichi doganali tra Italia e Francia e Italia e Austria.


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