Misure anti-Covid In Svizzera la riapertura sarà "cauta e graduale"

Due uomini in abiti formali con mascherina accanto a bandiera svizzera; sul fondo bianco scritta centro media Palazzo federale

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il capo del Dipartimento federale dell'Interno (cui compete la Sanità) Alain Berset

Keystone / Alessandro Della Valle

In Svizzera, la ripresa delle attività sospese per contenere la pandemia di coronavirus sarà "cauta e graduale". Il Consiglio federale (governo) propone di lasciar aprire dal 1° marzo i negozi, i musei, le biblioteche e le aree esterne di zoo, giardini botanici e impianti sportivi e di svago, seppur con limiti di capienza e obbligo di mascherina e distanziamento. Intende invece rinviare almeno ad aprile la riapertura di bar, ristoranti e teatri e l'autorizzazione di eventi sportivi e culturali.

È quanto ha annunciato mercoledì lo stesso esecutivo, che prenderà una decisione definitiva sulla prima fase del de-confinamento solo il 24 febbraio, dopo aver consultato i Cantoni. Sempre a marzo, dovrebbero essere permessi eventi privati all'aperto con un massimo di 15 persone, mentre i giovani fino a 18 anni dovrebbero poter svolgere la maggior parte delle attività sportive e socioculturali. Una misura pensata per alleviare il peso psicologico della pandemia su bambini e adolescenti.

Lo scopo delle modifiche è di rilanciare una vita sociale ed economica, ma al contempo evitare una terza ondata di infezioni da coronavirus. L'idea è di consentire solo attività a basso rischio per scongiurare un azzeramento dei progressi raggiunti finora. "Togliere adesso le misure di protezione è irrealistico e pericoloso, in particolare alla luce delle varianti del virus", ha dichiarato ai media il "ministro" dell'economia e presidente della Confederazione Guy Parmelin, che ha aggiunto di comprendere la "delusione" di molte persone.

Il Consiglio federale intende anche aumentare i crediti federali per sostenere l'economia di fronte alla crisi del Covid-19, e chiede pertanto al Parlamento di approvare nuovi fondi per complessivi 14,3 miliardi di franchi. Le somme per le imprese in gravi difficoltà, i cosiddetti casi di rigore, dovrebbero passare da 2,5 miliardi di franchi a 10 miliardi.

Fine della finestrella

Tra rischi e opportunità

Grazie agli sforzi collettivi, inclusa la disciplina dimostrata dalla popolazione durante le feste di fine anno, in poche settimane le nuove infezioni si sono dimezzate e i ricoveri e i decessi ridotti, ha detto il consigliere federale Alain Berset, responsabile della Sanità. Questi risultati, unitamente alla prosecuzione della campagna vaccinale, consentono di compiere un primo passo verso la normalità, a patto che tutti continuino a rispettare le norme di sicurezza, ha chiarito, altrimenti i casi di Covid potrebbero di nuovo aumentare.

Il Consiglio federale ha optato per una strategia a tappe proprio per evitare "l'effetto yo-yo" di riaperture e chiusure. Per decidere quali attività consentire, il governo ha cercato un equilibrio tra rischi e opportunità. Se la prima fase sarà positiva, ha detto ancora Berset, si procederà a ulteriori allentamenti a ritmo mensile. Si potrebbe ad esempio consentire il servizio sulle terrazze dei ristoranti.

Nel primo servizio RSI, i chiarimenti di Parmelin e Berset.

La decisione su ulteriori allentamenti dipenderà da diversi fattori: il tasso di positività sotto il 5%, tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva con pazienti malati di Covid-19 inferiore al 25%, il numero di riproduzione (Rt) medio negli ultimi sette giorni sotto all'1 o l'incidenza della malattia su 14 giorni calcolata al 24 marzo che non dovrà superare quella del giorno delle prime riaperture. Non ci sarà comunque alcun automatismo.

A spingere per aperture più ampie non erano soltanto gli ambienti economici, ma anche alcuni partiti. Nel video, le reazioni.

Desiderate ricevere ogni settimana una selezione di nostri articoli? Abbonatevi alla newsletter gratuita.

tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 17.02.2021)

Parole chiave