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Essere spazzacamino durante la svolta energetica

Sempre meno case in Svizzera sono riscaldate con legna o olio combustibile. Per gli spazzacamini questo si traduce con meno lavoro o perlomeno con un cambiamento. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 gennaio 2020 - 21:05
tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 22.01.2020)
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La scorsa estate il WWF ha bacchettato la Svizzera, rea di essere il paese europeo con il più alto consumo percentuale di gasolio Link esternonegli edifici. Ma la situazione sta lentamente cambiando. Nelle nuove costruzioni, i riscaldamenti a gasolio sono praticamente spariti, mentre stanno avanzando a grandi passi le termopompe.

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La svolta energetica e la sensibilità climatica hanno delle conseguenze anche sul mondo del lavoro e, nel caso specifico del riscaldamento degli edifici, i primi a sentirsi sotto pressione sono gli spazzacamini.

In Svizzera, la protezione dell'ambiente nel settore degli edifici è di competenza dei Cantoni. A Lucerna, per esempio, ogni nuovo riscaldamento deve coprire almeno il 10% del suo fabbisogno energetico con fonti rinnovabili.

Una norma che, a dire dello spazzacamino che si è espresso ai microfoni della Radiotelevisione svizzera, si traduce con una riduzione della cifra d'affari del 5-7% ogni anno.

Il presidente della società ticinese degli spazzacamini Paolo Cadenazzi, pur notando una simile tendenza anche nel cantone italofono, è però convinto che il consumo di legna e gasolio per riscaldare, benché ridotto, non sparirà.

Secondo il professore di tecnica costruttiva e energia all’alta scola di Lucerna, Adrien Altenburger, la decarbonizzazione è invece inevitabile.

Gli spazzacamini non stanno però con le mani in mano, ma si stanno ingegnando per reinventare un mestiere che cambia, ma non sparisce. Cadenazzi ad esempio sottolinea come lui e i suoi colleghi si stiano già preparando, ad esempio seguendo corsi sul mantenimento e la pulizi dei pannelli solari. 

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