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Gibuti crocevia di aiuti per lo Yemen

Il centro logistico del Pam era stato istituito, in origine, per servire l'Africa orientale RTS-SWI

Nello Yemen, oltre il 70% della popolazione dipende ormai dagli aiuti umanitari. Le ONG inviano tonnellate di beni e materiale, ma le condizioni dettate dalla guerra civile in corso dal 2015 ne rendono difficile la distribuzione. A Gibuti è stato dunque allestito un centro logistico del Programma alimentare mondiale. La Radiotelevisione svizzera ci è stata.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 dicembre 2018 - 10:00
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 30.12.2018)

Le coste yemenite distano poche decine di chilometri dal piccolo stato del corno d'Africa, che si è rivelato un'utilissima sponda per gli aiuti. La maggior parte di quelli alimentari può essere spedita direttamente verso i porti dello Yemen, ma il resto (specie il materiale, come automezzi, attrezzature mediche, tende e medicinali) passa da qui.

"Talvolta ci sono grossi ostacoli, il porto di Aden è già congestionato, quello di Hodeida al momento è inaccessibile", spiega Jacque Collignon del Pam, che sta sfruttando il suo centro logistico istituito in origine per servire l'Africa orientale.

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"Il centro di Gibuti dall'inizio del conflitto ha avuto un ruolo fondamentale per consolidare gli invii qui e sfruttare al massimo le nostre capacità di trasporto del materiale", osserva Collignon.

Ogni settimana, partono da qui 500 tonnellate di materiale urgente. Senza questi aiuti umanitari, un'ampia parte della popolazione yemenita sarebbe abbandonata a sé stessa.

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Il reportage, della Radiotelevisione svizzera di lingua francese, è stato riproposto dal TG della RSILink esterno.

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