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Libano, il cristiano Michel Aoun eletto presidente

L'ex generale ed ex premier è stato scelto dopo un lungo braccio di ferro tra sciiti e sunniti in Parlamento: 45 scrutini negli ultimi 29 mesi

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 novembre 2016 - 14:40

Dopo due anni e mezzo di vuoto politico, il Libano ha di nuovo un Presidente. L'ex generale ed ex primo ministro, il cristiano Michel Aoun, è stato eletto lunedì dal Parlamento.

Una svolta che potrebbe avviare un graduale ritorno alla normalità istituzionale in un Paese dilaniato dalle divisioni conseguenti ai conflitti che sconvolgono la regione.

Sono serviti quattro turni, a un Parlamento che ci aveva tentato altre 45 volte negli ultimi 29 mesi, per eleggere il presidente. Michel Aoun, 81 anni, ha ottenuto la maggioranza assoluta necessaria dopo un vuoto istituzionale causato dal braccio di ferro tra lo schieramento sunnita e quello sciita.

"Il Libano è stato finora risparmiato dalle fiamme che divorano la nostra regione", ha detto il neo-presidente, "e la nostra priorità è far sì che nessuna scintilla appicchi un incendio qui in Libano. Terremo il Paese lontano dai conflitti regionali. Dobbiamo anche assicurare un ritorno in patria rapido per il milione di rifugiati siriani che si trovano nel nostro paese e assicurarci che i campi in cui risiedono siano sempre ben controllati."

Un programma ambizioso, quello di Aoun, che promette anche diritti politici uguali per musulmani e cristiani, di resistere a Israele e di lottare contro il terrorismo. Ma la sua prima, vera, battaglia, sarà la formazione di un governo di unità nazionale.

Il complesso sistema di divisione del potere dovrebbe vedere diventare premier Saad Hariri, figlio di Rafik Hariri, il premier assassinato nel 2005.

Nel Paese e a livello internazionale è comunque tanta la speranza che Aoun possa rafforzare l'unità del Paese, portando stabilità in una regione già troppo spesso vittima delle conseguenze di violente divisioni settarie.

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