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Votazioni federali dell’8 marzo: per l’Iniziativa SSR tutto è ancora aperto

Studio di regia
Studio di regia SSR: negli schermi il ministro delle comunicazioni Albert Rösti si esprime contro l’iniziativa SSR. Keystone / Peter Klaunzer

L’8 marzo il popolo elvetico si esprimerà in votazione su quattro temi di livello federale. Il sondaggio SSR realizzato a metà gennaio indica un probabile "sì" per l’imposizione individuale e per l’iniziativa sul denaro contante. Sull’iniziativa SSR prevale al momento un sostanziale equilibrio tra i campi favorevole e contrario. Poche possibilità, invece, per la creazione di un fondo per il clima.

Le professioniste e i professionisti dell’istituto gfs.bern che si occupano dei sondaggi in vista delle votazioni federali si trovano di fronte a una sfida particolare: capire come l’elettorato svizzero intende votare sull’Iniziativa SSR. Sono infatti proprio le piattaforme online della Società svizzera di radiotelevisione i loro principali canali di rilevazione.

Come tenere conto di questo aspetto? “Se chiediamo le opinioni sull’iniziativa SSR attraverso i canali della SSR, introduciamo ovviamente una distorsione”, afferma il codirettore di gfs.bern Lukas Golder. Per correggerla esistono vari metodi: ad esempio, porre domande di controllo sul comportamento di voto passato, con cui ponderare e calibrare le risposte su questo tema.

“La ponderazione che abbiamo applicato tiene maggiormente conto delle fasce della popolazione critiche verso il Governo, delle aree rurali e conservatrici”, spiega Golder commentando i risultati del sondaggio. Per tre dei quattro temi in votazione emergono tendenze relativamente chiare. Per l’iniziativa SSR, invece, la situazione rimane più difficile da valutare.

Iniziativa SSR: tendenza al “no”, ma con molte incognite

A un primo sguardo, l’iniziativa SSR – che vuole ridurre a 200 franchi il canone pagato dalle economie domestiche per il servizio pubblico radiotelevisivo – appare destinata a essere respinta: il 52% si dice contro. “Il margine di errore, però, è di circa il 3%. Potrebbe trattarsi di un 49% di ‘no'”, avverte la politologa di gfs.bern Martina Mousson, mettendo in guardia dal trarre conclusioni affrettate.

È interessante notare anche la sorprendente sincronia tra il voto delle svizzere e degli svizzeri all’estero e quello dell’elettorato residente nella Confederazione.

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Gfs.bern osserva che le opinioni sono già piuttosto consolidate. Per l’iniziativa SSR, quindi, non si tratterà tanto di convincere le persone indecise, quanto di vedere quale campo riuscirà a portare più gente alle urne. “Le persone diffidenti e critiche verso il Governo sono già molto mobilitate su questo tema”, afferma Mousson.

Il sostegno all’iniziativa proviene in particolare dall’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) e in parte anche da ambienti vicini al Partito liberale radicale (PLR, destra), nonché da persone senza affiliazione partitica. Per Mousson, ciò riflette una chiara polarizzazione tra sinistra e destra.

Sorprendente è la posizione delle giovani generazioni, afferma Mousson: “Sono le più critiche nei confronti di questa iniziativa e sottolineano l’importanza d’informazioni affidabili”.

Colpisce inoltre che la maggioranza delle persone interpellate si aspetti un “sì” all’iniziativa SSR. Anche questo lascia supporre che la situazione potrebbe ancora cambiare notevolmente nel corso della campagna. Al momento, gfs.bern fa però stato di una situazione di stallo.

Mobilitazione: una grande incognita

L’iniziativa SSR è considerata, insieme all’imposizione individuale delle coppie sposate, uno dei temi principali dell’8 marzo, cioè quelli in grado di attirare molte persone alle urne.

Tuttavia, la mobilitazione stessa è una “scatola chiusa”. “Sempre più spesso la mobilitazione avviene fuori dai nostri radar. Non vediamo più il 90% delle campagne”, afferma Lukas Golder. “Ciò che circola su WhatsApp e quali lettere finiscono nelle cassette della posta è sempre più difficile da rilevare”. Questo, osserva Golder, può influire sul risultato della votazione con percentuali di oltre il 10%, ad esempio se migliaia di persone decidono all’ultimo momento di andare a votare.

Imposizione individuale: nessuna opposizione netta

Per il progetto d’introduzione della tassazione individuale per le coppie sposate, nota anche come “abolizione della penalizzazione del matrimonio”, la situazione appare più chiara. In tutti i gruppi politici, da destra a sinistra, prevale il sostegno al testo elaborato dalle autorità federali.

Il 74% della diaspora elvetica si dice favorevole, il 10% in più rispetto a coloro che abitano in Svizzera.

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L’argomento del campo promotore del testo che sembra fare più presa è che l’abolizione della penalizzazione del matrimonio favorirà la parità di genere. L’idea che, con l’imposizione individuale, diventerà più interessante per entrambe le persone di una coppia svolgere un’attività lavorativa gode anch’essa di molto consenso.

Ciò spiega, secondo Martina Mousson, il diffuso sostegno al testo, persino tra chi simpatizza per l’UDC. La politologa aggiunge però: “Ci aspettiamo ancora resistenza durante la campagna di voto”.

Forte simpatia per l’iniziativa sul denaro contante

Anche l’iniziativa sul denaro contante (intitolata: “Il denaro contante è libertà”) gode di un elevato sostegno, secondo il sondaggio, con il 65% di persone a favore. “La formazione dell’opinione, però, è ancora poco consolidata rispetto a quanto si osserva per gli altri tre temi”, afferma Mousson.

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Il controprogetto del Consiglio federale sembra essere ancora poco compreso. Il consenso proviene sia da destra sia da sinistra: solo l’elettorato del Partito verde liberale (PVL, Centro ecologista) respinge chiaramente l’iniziativa.

Tra gli svizzeri e le svizzere all’estero la tendenza al “sì” è ancora più marcata. Uno schema simile si rispecchia anche per il controprogetto.

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L’argomento a favore del testo con maggiore forza persuasiva è che “il denaro contante è uno strumento di libertà personale”. Tuttavia, le opinioni sugli argomenti contrari all’iniziativa non appaiono ancora consolidate. “Può cambiare ancora molto. Per noi l’esito resta aperto”, afferma Mousson.

Iniziativa per un fondo per il clima senza possibilità di successo

“L’iniziativa per un fondo per il clima parte già in una posizione estremamente difficile”, spiega Lukas Golder. “Se un’iniziativa non trova una maggioranza all’inizio della campagna, di solito è già spacciata”. Ed è proprio ciò che sembra accadere, anche se l’elettorato residente all’estero sembra propendere verso un timido “sì”.

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“Le priorità, nel contesto mondiale odierno, sono completamente diverse”, afferma Golder.  Un’iniziativa che si occupa della questione ambientale “appare fuori tempo”, aggiunge.

Il sostegno della sinistra e del campo ecologista rimane forte, ma la maggioranza delle persone intervistate ritiene che la Svizzera debba fissare altre priorità nelle spese dello Stato. “Questo è l’argomento più forte contro il testo, ed è una posizione contraria che probabilmente si rafforzerà durante la campagna di votazione”, sostiene Golder.

Il primo sondaggio di gfs.bern in vista delle votazioni federali dell’8 marzo 2026, realizzato su mandato della SSR (di cui fa parte anche Swissinfo), si è svolto dal 12 al 26 gennaio.

Sono state interpellate 15’371 persone di tutte le regioni linguistiche e della comunità svizzera all’estero, che hanno risposto online o telefonicamente.

Il margine di errore è del 2,8%.

A cura di Pauline Turuban

Tradotto con il supporto dell’IA/Zz

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