La televisione svizzera per l’Italia

Robotaxi: cosa funziona nel test su strada e cosa no

I robotaxi attendono i clienti alla stazione di Otelfingen.
I robotaxi attendono i clienti alla stazione di Otelfingen. SRF/Reto Widmer

Da ottobre circolano robotaxi a guida autonoma nel Furttal zurighese. Reto Widmer, redattore digitale di SRF, ha effettuato un giro di prova per capire se il progetto pilota possa segnare una svolta per i veicoli senza conducente.

La Svizzera sperimenta veicoli autonomi da circa dieci anni ed è quindi considerata, a livello europeo, una pioniera nei test pratici dei robotaxi nel trasporto pubblico. Tra i primi progetti figuravano navette elettriche autonome nel centro storico di Sion. I piccoli autobus percorrevano itinerari prestabiliti in un’area molto delimitata.

Le prime esperienze hanno evidenziato i limiti della tecnologia: traffico misto, cantieri e situazioni impreviste causavano regolarmente problemi. Per questo, a bordo doveva essere sempre presente un supervisore.

Il piccolo autopostale a guida autonoma a Sion.
In qualche modo carino: l’autobus a guida autonoma del 2016 a Sion. Keystone/ Sedrik Nemeth

Cosa rende speciale il progetto nella Furttal?

I robotaxi sono più flessibili rispetto alle sperimentazioni precedenti. Non percorrono più soltanto un unico itinerario, ma si muovono in un’ampia area operativa e pianificano autonomamente il tragitto in base al punto di partenza e alla destinazione.

A renderlo possibile sono sensori performanti, telecamere a basso costo, mappe precise e intelligenza artificiale. I veicoli non si limitano più a seguire regole rigide: sanno interpretare le situazioni e agire di conseguenza.

Come funziona tecnicamente un robotaxi?

I robotaxi della Furttal combinano diversi sensori:

  • Le telecamere riconoscono semafori, segnali stradali, pedoni o ciclisti
  • I laser Lidar creano una rappresentazione tridimensionale (“nuvola di punti”) dell’ambiente e misurano distanza, forma e movimento degli oggetti
  • Il radar è d’aiuto in caso di pioggia, nebbia o oscurità
  • GPS e sensori inerziali determinano posizione e movimento
  • Le mappe digitali forniscono conoscenze sull’ambiente circostante

La sfida è integrare tutti i dati in tempo reale, così che il robotaxi possa valutare, per esempio, se un bambino fermo sul ciglio della strada rimarrà lì oppure attraverserà probabilmente la carreggiata.

Com’è stato il viaggio nel robotaxi della Furttal?

Sorprendentemente tranquillo, senza suscitare timori. Dopo la prenotazione via app, il veicolo preleva i passeggeri e li porta autonomamente a destinazione. In questa fase di sperimentazione, al posto di guida siede ancora una persona di accompagnamento. In futuro, i veicoli dovrebbero invece essere monitorati da una centrale di controllo.

A differenza di aziende come Waymo e Weride, Tesla rinuncia a sensori Lidar e radar. Affida invece a telecamere e intelligenza artificiale il compito di interpretare l’ambiente, in modo simile a un conducente umano. Tesla ritiene che per gestire la circolazione stradale basti la vista e che sensori supplementari aggiungano costi e complessità inutili. I robotaxi dotati esclusivamente di telecamere possono però incontrare difficoltà al buio, con la nebbia, sotto una pioggia intensa o in presenza di forte controluce. In queste condizioni, Lidar e radar forniscono informazioni più affidabili.

Tesla segue il principio “occhi e cervello soltanto”. Gli altri operatori di robotaxi, invece, integrano sensori diversi attraverso la “fusione dei sensori” e ne confrontano i dati.

Il primo viaggio lascia questa impressione: il robotaxi procede con grande cautela, talvolta persino maggiore di un conducente umano. Nelle strettoie frena con largo anticipo. In nessun momento trasmette un senso di insicurezza.

Un solo episodio ha evidenziato un limite: in una rotonda, la persona di accompagnamento è dovuta intervenire perché il robotaxi non ha sfruttato il varco offertogli da un automobilista, non riconoscendone il gesto con la mano.

I robotaxi si affermeranno?

Dal punto di vista tecnico, molti segnali indicano di sì. I sistemi migliorano costantemente e hanno già accumulato milioni di chilometri di prova. Nel lungo periodo, i robotaxi potrebbero integrare il trasporto pubblico, soprattutto nelle regioni periferiche e nelle fasce orarie a bassa domanda.

L'app dedicata.
Nella Furttal è possibile prenotare rapidamente un robotaxi tramite l’app dedicata._ Screenshot Iamo-App

Restano però aperte questioni cruciali: i veicoli sapranno circolare con sufficiente sicurezza nel traffico urbano intenso? Il servizio sarà economicamente sostenibile? E come verrà integrato nell’attuale sistema di trasporto pubblico?

Il dibattito spetta ora alla politica e alla società: decidere come e dove la Svizzera vorrà impiegare in futuro questa tecnologia.

Contenuto esterno

Tradotto dal tedesco da Riccardo Franciolli

Preferire TVSvizzera.it su Google

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR