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Perché nessuno ha fermato quel treno poi deragliato?

I vagoni deragliati
Keystone / Urs Flueeler

Secondo una perizia commissionata dal Ministero pubblico ticinese, le Ferrovie federali svizzere (FFS) avrebbero potuto evitare il peggio nel grave incidente nel tunnel del San Gottardo del 2023.

Un danno di 150 milioni di franchi e una canna del tunnel chiusa per oltre un anno: le conseguenze del deragliamento di un treno merci nella galleria di base del San Gottardo nell’agosto del 2023 sono state pesanti.

Una perizia commissionata dal Ministero pubblico ticinese, secondo le anticipazioni della Rundschau di SRFCollegamento esterno, giunge alla conclusione che le FFS avrebbero potuto evitare il peggio. Dopo la rottura della ruota dell’undicesimo carro del treno merci, sui monitor del centro operativo sarebbero comparsi numerosi messaggi di allerta, che non sarebbero però stati presi in considerazione. Un’accusa respinta fermamente dalle FFS.

Il servizio del TG 12.30 della RSI del 13 maggio 2026:

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Le critiche contro le FFS

Il consigliere agli Stati urano Josef Dittli, presidente dell’associazione di categoria dei proprietari di carri merciCollegamento esterno, lancia dure critiche: “Se un treno può percorrere chilometri all’interno della galleria e sugli schermi appare una lunga serie di segnalazioni di errore, se in centrale si accendono allarmi in rosso e nessuno interviene, allora c’è qualcosa che non funziona nel sistema”.

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Anche per Philipp Hadorn, segretario del Sindacato del personale dei trasporti, è chiaro: “Si tratta di un evento che conosciamo anche in altri casi e la frenata d’emergenza sarebbe stata la conseguenza logica. Non riesco a capire perché non sia avvenuta”.

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Segnali d’allarme a intervalli di un minuto

Secondo la perizia, il giorno dell’incidente diversi messaggi di anomalia sono comparsi sugli schermi della centrale di sorveglianza di Pollegio poco dopo la rottura della ruota. Un tratto è rimasto segnalato in rosso come se il treno si trovasse ancora in quel punto, nonostante lo avesse già superato. Inoltre, sempre secondo il rapporto, sono apparsi guasti ai contaassi, perché la ruota danneggiata aveva tranciato tutti i cavi.

Secondo la perizia, quando i messaggi di guasto hanno iniziato a moltiplicarsi, circa due minuti e mezzo prima del deragliamento, il centro operativo avrebbe dovuto essere allertato. In totale il treno avrebbe generato otto segnalazioni di errore. Tuttavia né il sistema né il personale hanno riconosciuto la situazione di pericolo.

È possibile che questi avvisi non abbiano suscitato preoccupazione perché, stando all’inchiesta di Rundschau, segnalazioni analoghe comparivano da settimane in modo permanente sugli schermi in altre due sezioni. Secondo un rapporto delle FFS, in quei tratti i contaassi erano difettosi, ma ciò non rappresentava un rischio per l’esercizio.

Le FFS respingono le critiche

La portavoce delle FFS, Sabrina Schellenberg, respinge le accuse e sostiene che la gestione dell’esercizio sarebbe sempre stata corretta e tutti i sistemi avrebbero funzionato regolarmente.

Schellenberg aggiunge: “I sistemi della centrale operativa sono fondamentali per la sicurezza, ma non monitorano i treni bensì l’infrastruttura. Ciò significa che non verificano se un treno deraglia, ma se l’infrastruttura è libera. Tutto ha funzionato correttamente”.

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In una presa di posizioneCollegamento esterno, le FFS aggiungono che le accuse non sono condivise “né dall’organismo investigativo indipendente competente, il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza, né dall’Ufficio federale dei trasporti (UFT), né da un esperto ferroviario indipendente citato”.

Hans-Peter Vetsch è un esperto di sicurezza ferroviaria e ha elaborato il concetto di sicurezza durante la costruzione del tunnel di base. Non vede alcun errore da parte delle FFS: “Per me, come ferroviere di lunga esperienza, non si trattava di altro che di un guasto tecnico al contaassi. Da ciò non si poteva in alcun modo interpretare un deragliamento”.

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