“Lavoriamo per pagare, niente di più”
Tra premi dell'assicurazione malattia, alloggi ed energia, la classe media svizzera è sotto pressione e fatica a far quadrare i conti.
Avere un lavoro stabile e uno stipendio dignitoso non basta più a garantire serenità finanziaria. In Svizzera, sempre più persone hanno difficoltà a far quadrare i conti a fine mese, strette tra premi di cassa malati, alloggi, imposte e costi dell’energia in costante aumento.
Tra le bancarelle del mercato di Vevey (Canton Vaud), il malessere è diffuso. “I costi stanno diventando insostenibili. L’anno prossimo ci sarà qualcosa che non riuscirò più a pagare”, racconta una cliente. Un’altra riassume il sentimento di molti: “Per comprare due o tre cose sembra quasi di voler acquistare oro”.
A subire maggiormente il peso dei rincari restano pensionati e persone con redditi molto bassi. Ma l’aumento del costo della vita non riguarda più soltanto le fasce più vulnerabili. Anche la classe media, tradizionalmente considerata la spina dorsale dell’economia svizzera, vede ridursi progressivamente il proprio potere d’acquisto.
>>Il reportage di Mise au point (RTS, 04.10.2026):
È il caso di Sabrina Meriem, infermiera a domicilio, e del compagno Mathieu Rochat, giardiniere comunale, residenti a Lucens, nel canton Vaud. La coppia dispone di un reddito netto complessivo di 11’200 franchi al mese. Tuttavia, tra imposte, ipoteca, premi di cassa malati, cibo e carburante, le spese fisse superano i 7’000 franchi mensili.
Il prezzo della nafta continua a salire
Particolarmente preoccupante, per la famiglia, è l’aumento del prezzo dell’olio da riscaldamento. Rochat ha scelto di non riempire completamente le cisterne. “Ai prezzi attuali spero di arrivare a fine inverno con quello che resta e aspettare che i prezzi scendano”, spiega.
Al di là delle cifre, è soprattutto l’impatto psicologico a pesare. “Riusciamo a pagare le fatture, non è questo il problema. Ma a fine mese restano sempre meno soldi e le attività che possiamo fare in famiglia diminuiscono”, osserva.
La compagna esprime invece una critica più diretta: “La classe media paga per tutti. Se sei ricco puoi permetterti tutto, se sei povero puoi contare sugli aiuti. Chi sta nel mezzo finisce per sostenere il peso della situazione senza ricevere sostegni”.
Le rinunce
Secondo uno studio di Qualinsight realizzato nel gennaio 2026, l’89% degli abitanti della Svizzera romanda controlla ormai regolarmente le proprie spese mensili. Più della metà dichiara di aver ridotto attività ricreative e vacanze, mentre il 47% afferma di fare economie anche sull’alimentazione.
Una situazione che si ritrova anche nelle campagne del Gros-de-Vaud. Aurore e Lionel Carrard gestiscono un’azienda agricola di famiglia. Nonostante un fatturato lordo annuo di circa 280’000 franchi, le spese raggiungono regolarmente i 20’000 franchi al mese.
“Lavoriamo per pagare, niente di più”, afferma Aurore Carrard. “È triste vivere in un Paese ricco e non poter decidere semplicemente di andare al ristorante nel fine settimana”.
Anche il marito sottolinea come il settore agricolo sia cambiato negli ultimi decenni: “Mio nonno impiegava mio padre e altri collaboratori. Oggi lavoro praticamente da solo. C’è sempre più lavoro, ma alla fine il guadagno non è maggiore”.
Le proposte della politica
Sul fronte politico, le possibili soluzioni dividono. A sinistra si propone un’applicazione più rigorosa della legislazione per contenere gli affitti e un maggiore controllo sui margini applicati ai carburanti. A destra, invece, si punta soprattutto su una riduzione delle imposte e delle tasse per alleggerire il carico sulle economie domestiche.
Nel frattempo, le prospettive restano incerte. Affitti, trasporti pubblici, servizi postali ed energia continuano ad aumentare, alimentando in una parte della popolazione il timore di un progressivo arretramento del proprio tenore di vita.
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