EasyJet passa in mani statunitensi: cosa cambia a Malpensa, Ginevra e Zurigo?
Dopo l'approvazione del consiglio di amministrazione, la vendita di EasyJet al fondo americano Castlelake promette continuità e investimenti ma solleva preoccupazioni, espresse da un esperto, riguardo a possibili tagli alla qualità e alla sicurezza.
Il Consiglio d’amministrazione (CdA) della britannica EasyJet ha approvato un accordo di principio per la vendita della compagnia alla società di investimento statunitense Castlelake. Castlelake ora offre 6,90 sterline per azione, valutando EasyJet a 5,2 miliardi di sterline (circa 5,6 miliardi di franchi svizzeri). La compagnia aerea low cost aveva precedentemente respinto quattro offerte.
Il maggiore azionista della compagnia è la famiglia del fondatore, l’imprenditore greco-cipriota-britannico domiciliato nel Principato di Monaco Stelios Haji-IoannouCollegamento esterno, con una quota del 15,3%. Tra le risorse più interessanti di EasyJet figurano una flotta di moderni Airbus A320 e soprattutto i diritti di atterraggio a Londra, Milano-Malpensa e Ginevra.
Lunedì 6 luglio, dopo l’annuncio dell’accordo di principio, ha subito guadagnato. A un certo momento l’azione veniva scambiata a 6,22 sterline, il massimo dal febbraio 2022.
EasyJet è la seconda compagnia aerea in Svizzera
Dopo Swiss, EasyJet è la seconda compagnia aerea più importante in Svizzera. Opera voli verso tutti e tre gli aeroporti internazionali di Zurigo, Basilea e Ginevra. L’anno scorso, quasi 15 milioni di passeggeri hanno viaggiato con EasyJet da questi aeroporti. La compagnia impiega circa 1’100 persone in Svizzera.
Chi è Castlelake?
CastlelakeCollegamento esterno è una società globale d’investimento alternativo statunitense fondata nel 2005. Ha sede a Minneapolis (Minnesota) e gestisce circa 36 miliardi di dollari di asset per conto d’investitori globali. Opera come investitore specializzato in private credit basato su asset fisici e finanziari ed è uno dei principali attori globali nel mercato del leasing aeronautico, gestendo un portafoglio di centinaia di aerei commerciali. Dal 2024 è inoltre partner del colosso Brookfield Asset Management nel settore delle commissioni.
Castlelake oggi possiede il 2,14% di EasyJet e dovrà ottenere le autorizzazioni necessarie dall’Unione Europea (UE) prima di decidere se formalizzare la sua offerta. Se ci riuscirà, questa dovrà essere presentata entro il 3 agosto e verrà sottoposta al voto degli azionisti.
Aggirate le norme UE
Easyjet è un’azienda britannica che opera all’interno dell’UE attraverso una società controllata chiamata EasyJet Europe, creata nel 2017 dopo che l’anno precedente il Regno Unito aveva deciso di dire addio a Bruxelles. Le normative UE vietano che una società europea sia posseduta da un ente che non lo è e per questo è stata creata una compagnia che è posseduta al 49% da Castlelake e al 51% da una serie d’investitori privati europei (non tutti questi investitori sono però stati resi noti).
Cosa cambia per gli aeroporti di Milano-Malpensa, Ginevra e Zurigo?
Per gli aeroporti di Milano-Malpensa, Ginevra e Zurigo, l’acquisizione di EasyJet da parte di Castlelake non comporterà tagli di voli o la vendita di slot, bensì – assicura Castlelake – una strategia orientata alla continuità operativa e alla crescita. Nelle trattative per il raggiungimento dell’accordo preliminare di luglio 2026, il fondo statunitense ha messo per iscritto impegni precisi a tutela degli scali chiave della compagnia:
– Nessun rischio “spezzatino” per gli slot: durante i primi negoziati, il timore principale del CdA di Easyjet riguardava la possibilità che un fondo speculativo potesse smantellare la compagnia per monetizzare rapidamente. Castlelake ha invece formalmente garantito che non vi sarà alcuna vendita di asset a pezzi, blindando esplicitamente i preziosi slot storici posseduti negli aeroporti chiave come Milano Malpensa e Ginevra.
– Sostegno al rinnovo della flotta Airbus: Castlelake si è impegnata a finanziare integralmente il piano strategico di Easyjet, che prevede l’introduzione in flotta di 290 nuovi aerei Airbus nei prossimi otto anni. Per gli aeroporti di Malpensa, Ginevra e Zurigo, questo si tradurrà nel medio termine in minore impatto acustico (gli aeromobili di nuova generazione sono decisamente più silenziosi in fase di decollo e atterraggio) e maggiore sostenibilità (riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni di CO₂ per passeggero su tutte le rotte svizzere e italiane)
– Impatto specifico per i singoli aeroporti.
Milano Malpensa: l’aeroporto lombardo, principale base di EasyJet in Italia, beneficerà della volontà del fondo di “accompagnare la crescita”, scongiurando la perdita di rotte strategiche verso hub d’affari o mete vacanziere.
Ginevra: rimane una delle roccaforti assolute di Easyjet in Europa continentale (dove opera oltre 90 rotte dirette). L’accordo garantisce la stabilità del posizionamento della compagnia allo scalo di Cointrin.
Zurigo: sebbene non sia una base principale come Ginevra, Zurigo vedrà mantenuti i propri collegamenti point-to-point (come i voli frequenti per il Regno Unito e le principali città europee), supportati dalla continuità degli investimenti.
Ma la certezza assoluta di questi piani si avrà solo una volta che sarà formalizzata l’offerta vincolante per l’acquisto.
Qualità a rischio? Roberto Battaglioni: “Sì”
Il ticinese Roberto Battaglioni è istruttore di volo e pilota con oltre 30 anni di esperienza nell’aviazione civile e militare, già comandante di punta Swiss International Air Lines ed esperto di gestione delle crisi aeronautiche.
L’ingresso di un fondo privato rischia di aumentare il taglio dei costi a discapito della qualità della manutenzione della flotta?
Da pilota direi di sì: basti pensare a Darwin Airline che fu rilevata dal fondo 4K Ivest e poi smembrata. Tanti pensano che l’aviazione sia un business redditizio, ma non è sempre così. Inoltre, se acquistare una compagnia aerea porta prestigio, poi il business è tutt’altro che semplice, poiché richiede il lavoro e la collaborazione di tante persone, strutture e infrastrutture. Se vogliono comprare EasyJet, chiaramente lo possono fare. Poi però dovranno lasciare la competenza della gestione alle persone del settore. E se pensano di tagliare i costi, allora la vedo male. Finora la compagnia ha funzionato bene: EasyJet è infatti la migliore tra le low cost. E sarebbe dunque un peccato se dovesse essere smembrata o se dovessero cambiare le regole gestionali.
In una recente intervista alla NZZCollegamento esterno, lei ha accennato alla svalutazione dell’immagine dei piloti e ai prezzi dei biglietti troppo bassi nel settore low cost. Pensa che l’ingresso di un fondo di private equity accelererà questo processo di “industrializzazione” del lavoro nel cockpit?
Al momento EasyJet non rientra tra queste compagnie perché i piloti vengono pagati bene. Ci sono però altri vettori per i quali non è cosi. Ma se un fondo entra nel business dell’aviazione civile per far rendere il suo investimento, allora può anche portare al peggioramento delle condizioni di lavoro.
Lei è diventato celebre per aver gestito con successo un’atterraggio d’emergenza al Circolo Polare con un Boeing 777Collegamento esterno, dove la catena di comando e l’addestramento hanno fatto la differenza. Ritiene che una struttura societaria complessa, frammentata tra un fondo USA e azionisti europei per aggirare i limiti UE, possa rendere più farraginosa la governance interna della sicurezza e la gestione delle decisioni strategiche urgenti?
Secondo me sì. Parlando del mio caso specifico bisogna dire che abbiamo un’istruzione molto severa, ma giusta, che non tralascia nulla. Inoltre il comandante ha libertà: una volta che le porte dell’aereo sono chiuse, decide lui, appoggiandosi alle strutture a terra della compagnia. Ma se le persone che lavorano per la compagnia in volo non sono di buon livello, c’è il rischio che non prendano le decisioni corrette e dunque c’è il rischio che ci siano più interventi da terra. E questo è rischioso: il volo dev’essere gestito dal personale di volo. Se questa procedura in Europa per ora è rispettata, nel mondo non è ovunque così. E dunque anche in questo senso si potrebbe andare verso un peggioramento.
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