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La Svizzera a tratti #4 Iniziative e referendum

(Corrado Mordasini)

Anche in anni non elettorali, gli svizzeri sono chiamati più volte alle urne. Al voto popolareLink esterno sono sottoposte le modifiche alla Costituzione federaleLink esterno e a quelle dei singoli cantoni, le leggi (federali e cantonali) contro le quali è lanciato un referendum, nonché le iniziative popolari, tipico strumento della democrazia direttaLink esterno.

Referendum facoltativo

Una legge adottata dal ParlamentoLink esterno deve passare al vaglio di una consultazione popolare se lo chiedono almeno 50 mila aventi diritto1. Il comitato promotore ha 100 giorni per raccogliere le firme. La legge è poi accolta o respinta con la maggioranza semplice dei voti.

Da quando è stato introdotto il diritto nel 1874, sono riuscitiLink esterno circa 180 referendum; 79 di essi sono stati respintiLink esterno dal popolo.

Referendum obbligatorio

Una modifica della Costituzione federale è sempre sottoposta a referendum e necessita della doppia maggioranzaLink esterno. Deve cioè essere accolta dalla metà più uno dei votanti e i ‘sì' devono prevalere nella maggioranza dei cantoni.

Iniziativa popolare

La richiesta di emendare la Carta fondamentale, in questo caso, viene ‘dal basso': un gruppo di interesse, un partito, un'associazione, un movimento chiedono un nuovo articolo costituzionale o la modifica di uno esistente.

Perché il testo arrivi al voto, devono raccogliere 100 mila firme in 18 mesi. Analogamente al referendum obbligatorio, la modifica è accolta se incassa la doppia maggioranza: popolo e cantoni.

Dall'introduzione del diritto di iniziativa nel 1891, sono riusciteLink esterno circa 200 iniziative, di cui 22 accettateLink esterno dal popolo.

​​​​​​​Iniziativa legislativa

A livello cantonaleLink esterno esiste, oltre all'iniziativa popolare costituzionale, quella legislativa. Il numero di firme da raccogliere per proporre una legge dipende dalle singole Costituzioni e non è proporzionale alla grandezza dei cantoni.

Nel canton Zurigo, il più popoloso del Paese con quasi 1 milione e mezzo di abitanti, bastano 6 mila firme. Nel Ticino, che è circa un quinto di Zurigo, ne servono invece 10 mila per un'iniziativa costituzionale e 7 mila per una legislativa. A lanciare quest'ultima può anche essere ‘un quinto dei Comuni'.

Elaborata o generica

Le iniziative si dicono "elaborata" quando il comitato promotore presenta un vero e proprio testo di legge; "generica" quando fissa un obiettivo, lasciando alle autorità il compito di formulare il testo.

Il controprogettoLink esterno

Governi e parlamenti possono reagire a un'iniziativa popolare presentando al popolo una controproposta. I cittadini non devono necessariamente scegliere tra una e l'altra: possono votare ‘sì' o ‘no' a entrambe. Sulla scheda di voto possono però indicare quale delle due deve prevalere, in caso di doppia approvazione.

Ogni quanto si vota

Per esprimersi su iniziative e referendum, obbligatori o facoltativi, gli svizzeri sono chiamati alle urne fino a 4 volte l'anno. Il calendario delle votazioni è già fissato fino al 2035. I temi in votazione sono stabiliti di volta in volta.


Per saperne di più: admin.chLink esterno, ch.chLink esterno, parlament.chLink esterno; Calendario delle votazioniLink esterno; La Confederazione in breveLink esterno; Archivio delle votazioni popolariLink esterno

1 Lo stesso vale per la firma di un accordo internazionale. A chiedere il referendum facoltativo possono essere, anziché 50 mila cittadini, 8 o più cantoni

Rino Scarcelli
illustrazione di Corrado Mordasini

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