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La 'ndrangheta dentro l'Expo

(ansa)

Gestirebbe subappalti delle grandi opere legate all'esposizione universale. Scattati arresti in Lombardia e Calabria

Due gruppi della 'ndrangheta del comasco sono al centro delle indagini dei carabinieri. Sarebbe infatti infiltrati nel tessuto economico lombardo. Secondo le indagini, infatti, sarebbero accertati gli interessi delle cosche (in particolare la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri) in speculazioni immobiliari e in subappalti di grandi opere connesse a Expo 2015.

Martedì 28 ottobre sono così scattati 13 arresti in Lombardia e in Calabria. Gli indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di provenienza illecita, abuso d'ufficio, favoreggiamento, minacce e danneggiamento mediante incendio.

Gli arresti sono scattati su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Milano e sono stati eseguiti nelle province di Milano, Como, Monza-Brianza, Vibo Valentia e Reggio Calabria.

Secondo le prime informazioni, gli indagati avevano contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e bancario. Da cui ottenevano vantaggi, notizie riservate e finanziamenti

Tra gli arrestati nell'operazione del Ros dei carabinieri c'è anche un ex consigliere del Comune di Rho (Milano), Luigi Calogero Addisi. È accusato di riciclaggio e abuso d'ufficio con l'aggravante di aver favorito l'associazione mafiosa. Avrebbe riciclato denaro per l'acquisto di un terreno nella zona di Rho per poi votare a favore in Consiglio comunale della destinazione d'uso che ne avrebbe aumentato il valore.

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