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L’ultima provocazione di Maurer fa infuriare i transgender

Una battuta indigesta per i transgender Keystone / Alessandro Della Valle

Una battuta di troppo fatta nel corso della conferenza stampa in cui annunciava le sue imminenti dimissioni sta creando qualche polemica al consigliere federale Ueli Maurer.    

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 ottobre 2022 - 20:15
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

L'associazione Transgender Network Switzerland (TGNS) ha infatti chiesto le scuse del titolare delle Finanze per una sua risposta ironica a un giornalista. Riferendosi al profilo del suo successore Ueli Maurer ha dichiarato: “Che sia uomo o donna, per me è uguale, purché non si tratti di un 'Es' (pronome tedesco neutro che sta ad indicare una persona che non si definisce secondo un genere sessuale, ndr.)”.

Affermazione che non è piaciuta affatto all’organizzazione dei transgender locali per i quali il consigliere federale dell’Unione democratica di centro (destra) “nega qualsiasi competenza per questa funzione alle persone che non corrispondono alla sua concezione di donna e uomo".

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Un'espressione di transfobia da parte di un alto funzionario del governo “è assolutamente inaccettabile", ha aggiunto TGNSLink esterno, secondo la quale Ueli Maurer deve scusarsi “con tutte le persone che ha ferito con la sua dichiarazione”.

Candidati alla successione ancora nascosti

Intanto, sul fronte più politico, c’è da registrare che diversi dei nomi che sono stati evocati subito dopo la notizia dell’uscita di scena del capo del Dipartimento federale delle finanze, si sono tolti dalla corsa alla sua successione in governo - tra i quali Magdalena Martullo-Blocher, Diana Gutjahr e Marcel Dettling - e nessuno per il momento si è sbilanciato in senso affermativo.

L’ex presidente del partito Albert Rösti, raggiunto dai colleghi della radio svizzera tedesca SRF, ha detto che sta riflettendo e vuole discuterne con la famiglia e il partito, ma ci vorrà ancora del tempo. Altri papabili di peso dell’Udc, vale a dire Natalie Rickli, Esther Friedli e Thomas Aeschi, non hanno ancora manifestato le loro intenzioni al riguardo.


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