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L'oro e le cassette di sicurezza in Svizzera

Oltre all'utilizzo di cassette private, chi esporta capitali "sfrutta" la compravendita d'oro

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2014 - 21:38

Cassette di sicurezza e capitali esteri nascosti al fiscoLink esterno. Ma non solo. C'è anche l'oro che gioca un ruolo importante in questa vicenda. Alle preoccupazioni dell'organismo di autodisciplina nei confronti degli istituti fiduciari e finanziari sull'uso delle cassette di sicurezza, con lo scopo di aggirare i controlli sulla provenienza di capitali esteri, si affianca un altro "meccanismo" diffuso in Ticino che passa attraverso la compravendita d'oro.

L'espediente è semplice: il cliente opta per comprare un determinato valore in oro da un'azienda svizzera, attraverso la banca. Quest'ultima paga la fattura senza troppi problemi, poiché intestata ad una impresa su territorio elvetico. A questo punto, il cliente si ritrova ad esempio con 500 milioni di franchi (oltre 400 milioni di Euro) in oro e ha due possibilità. La 1° è di mettere questo oro in una cassetta di sicurezza, presso un istituto non bancario (e non ricadere nei controlliLink esterno); la 2° è di rivendere, magari anche alla stessa impresa, l'oro acquistato e ottenere una corrispettiva somma di denaro.

Insomma, caveau privati, cassette di sicurezza e oro non passano mai di moda.

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