L'economia svizzera spinge per la firma dell'accordo con l'UE

Il logo dell associazione economica fotografato nel corso della conferenza stampa annuale.
Keystone / Anthony Anex


La Svizzera continua ad essere ai vertici nel mondo per competitività e innovazione ma le pressioni sul sistema produttivo elvetico crescono e i ritardi nelle riforme, accumulati dalla politica nella legislatura che si è chiusa pochi mesi fa sono, a giudizio di Economiesuisse, pericolosi.

Una diminuzione della nostra competitività, ha osservato il presidente Heinz Karrer, "avrebbe prima o poi conseguenze sul nostro benessere". L'organizzazione degli imprenditori, che a Berna ha tenuto il consueto incontro di inizio anno con i mediaLink esterno, ha voluto soffermarsi però soprattutto sulle relazioni economiche ritenute fondamentali con i partner europei.


In quest'ottica è stata ribadita l'opposizione dei ceti produttivi, che nella Confederazione sono orientati in buona parte sulle esportazioni, all'iniziativa popolare sull'immigrazione moderata lanciata dall'Unione democratica di centro (destra), su cui si voterà il 17 maggio, che di fatto mira a disdire l'accordo di libera circolazione delle persone con l'UE. Secondo la direttrice di Economiesuisse Monika Rühl la questa proposta "distrugge la via bilaterale della Svizzera" e pregiudica relazioni stabili con il nostro principale partner commerciale in un momento di grandi incertezze a livello mondiale.

E subito dopo il voto popolare della prossima primavera gli imprenditori svizzeri vogliono l'adesione di Berna all'Accordo istituzionale negoziato con l'UE Il fatto che sia bloccato da mesi, evidenzia Economiesuisse, crea grande incertezza per le imprese, che già oggi si trovano costrette ad adottare decisioni strategiche che vanno contro gli interessi della ricerca e dell'impiego nel paese: "I primi trasferimenti di unità sono già stati annunciati e l'erosione della via bilaterale è iniziata".

Tra i temi ritenuti prioritari dall'economia elvetica, riassunti nella pubblicazione Bussola 2023Link esterno, spiccano quelli che propongono per il paese federalismo forte, Banca nazionale indipendente, finanze sostenibili, mercato del lavoro flessibile, eccellenza del sistema formativo e sistema di cure sanitarie basato sulla qualità. Non può certamente mancare la politica climatica aperta però all'innovazione e l'estensione della digitalizzazione.

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