Navigation

SOS dei migranti in mare, a rispondere è lei

Un ponte tra la speranza dei profughi e i soccorritori. Nawal Soufi da anni riceve le telefonate dei migranti che attraversano il Mediterraneo sui barconi. Finora ne ha fatti salvare decine di migliaia, e non senza polemiche. La Radiotelevisione svizzera l’ha incontrata durante una sua visita a Lugano.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2017 - 10:38
tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 05-06-2017)

  

Contenuto esterno

“Quando non mi chiamano più ci sono due possibilità. Che quella luce li ha trovati o che sono affondati”.  Il lavoro di Nawal Soufi, 29enne catanese di origine marocchina, è quello di rispondere agli SOS dei migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo e di porre loro domande in accordo con il comando centrale di Roma.

Lo scopo è ottenere le coordinate ed altre informazioni sull’imbarcazione da trasmettere ai soccorritori.

Questo lavoro le è valso diversi premi, ma anche critiche, a cui risponde: “Gli scafisti, di cui non parliamo, sono le persone che prendono decisioni in Europa. Non è normale che 28 paesi non riescano ad accogliere un milione di persone decentemente tramite aereo”.  

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?