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"La libera circolazione delle persone non va toccata"

Se accettata, l'iniziativa popolare che chiede la fine della libera circolazione delle persone avrebbe pesanti conseguenze per l'economia elvetica. Per questo motivo la proposta di modifica costituzionale va bocciata secondo il governo federale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2018 - 17:40
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Secondo il governo, l'iniziativa "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)", questo il suo nome, causerebbe, in base a dati della Segreteria di stato dell'economia, una diminuzione del PIL del 5-7% entro il 2035.

Se l'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) venisse denunciato, a cadere, per via della cosiddetta clausola ghigliottina, sarebbero infatti tutti gli accordi bilaterali della prima generazione conclusi con Bruxelles, ossia quelli sugli ostacoli tecnici al commercio, sugli acquisti pubblici, sull'agricoltura, sui trasporti terrestri e aerei e sulla ricerca.

L'accesso al mercato interno europeo diventerebbe inoltre molto più difficile causando notevoli difficoltà per le imprese elvetiche esportatrici. Anche i prezzi dei prodotti importati dall'UE aumenterebbero.

Una accettazione dell'iniziativa avrebbe inoltre conseguenze per il ricambio generazionale della forza lavoro: nei prossimi 10 anni arriverà all'età della pensione la generazione del baby-boom; si tratta di un milione di persone che andranno sostituite. Considerando la demografia attuale ci sarà un deficit di manodopera di 600'000 persone.

Iniziativa, ecco cosa chiede

L'iniziativa "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)" è stata depositata lo scorso 31 agosto con 116'139 firme valide. Il testo esige che la Svizzera regoli in maniera autonoma l'immigrazione degli stranieri. Impedisce inoltre ogni nuovo trattato di obbligo internazionale per la libera circolazione.

Se l'iniziativa venisse accettata dal popolo, le autorità avrebbero un anno per negoziare la fine dell'accordo con Bruxelles. Se non si dovesse trovare una soluzione, il Consiglio federale dovrebbe uscire dall'intesa nel mese successivo.

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