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Sulle orme di un pedofilo ticinese

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Nel carcere della Stampa, a Lugano, è rinchiuso un ex bancario svizzero condannato a soli 5 anni e mezzo per violenza carnale su 17 bambine. I fatti sono avvenuti nelle Filippine e le vittime non hanno potuto essere identificate. Falò le ha cercate.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 ottobre 2017 - 08:30
Anna Bernasconi, Falò, tvsvizzera.it/ri

Il settimanale di inchiesta Link esternodella RSI ha cercato nei luoghi che il pedofilo ha frequentato e tra gli intermediari che ha incontrato, per conoscere queste giovani vittime, le loro storie e il loro abbandono.

Ha anche parlato con gli operatori di alcune ONG che quotidianamente si prendono cura di chi ha subito abusi: Visayan ForumLink esterno, Preda FoundationLink esterno, ECPAT PhilippinesLink esterno.

Ne esce il ritratto sconvolgente di un gigantesco 'Luna park' del sesso, alimentato in prevalenza da pedofili provenienti dai paesi ricchi, compresa, appunto, la Svizzera.

Il secondo servizio di Falò [video in alto] ci porta all’interno del reparto pedofili del carcere di Bollate, nella periferia milanese, per capire chi sono queste persone, come spiegano quel che hanno fatto, e soprattutto se sia possibile una via di recupero.

In studio, per commentare i due reportage, l’avvocato Paolo Bernasconi, ex procuratore pubblico e presidente dell'associazione contro la pedofilia Marche BlancheLink esterno.

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