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Il Nazionale proroga alcune norme a tutela del clima

È ancora lunga la via per raggiungere gli obiettivi climatici in Europa.
È ancora lunga la via per raggiungere gli obiettivi climatici in Europa. Keystone / Sascha Steinbach

Le Camere federali devono mettere mano alla Legge sul CO2 dopo la bocciatura alle urne dello scorso giugno della revisione delle norme promosse dal Consiglio federale, in attesa di una riforma organica su cui si coaguli il consenso di tutti.

Mercoledì il Consiglio Nazionale ha approvato – con 143 voti contro 53 – la proroga fino al 2024 di alcuni provvedimenti non contestati che scadono a fine anno, come la compensazione delle emissioni di CO2 da parte degli importatori di carburanti fossili.

In particolare continuerà ad essere applicata la prescrizione legale secondo cui il supplemento sul litro di carburante necessario per finanziare le misure di compensazione non possa superare i cinque centesimi (la minoranza Udc ha chiesto invano di limitare il supplemento a 1,5 centesimi).

La Camera del popolo ha poi deciso, con 115 voti contro 78, che entro la fine del 2024 la Svizzera deve diminuire le sue emissioni di gas a effetto serra di un ulteriore 1,5% all’anno rispetto al 1990: i tre quarti di questo calo dovranno però essere realizzati all’interno della Confederazione.

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Il Nazionale ha anche deciso di mantenere gli impegni di riduzione delle emissioni delle imprese in alcuni settori economici sino alla fine del 2024, che se saranno adempiuti consentiranno alle stesse di ottenere la restituzione della tassa sul CO2.

Senza questa soluzione transitoria, a partire dal 2022 l’obbligo di compensazione delle emissioni a effetto serra per gli importatori di carburanti verrebbe meno. Inoltre, le imprese di taluni settori dell’economia non potrebbero più essere esentate dalla tassa sul CO2 se in cambio riducono le loro emissioni, ha spiegato il relatore commissionale, il liberale friburghese Jacques Bourgeois.

Il “no” alla Legge sul CO2 non è un “no” alla protezione del clima, ha ricordato invece la consigliera federale Simonetta Sommaruga. Per questo motivo il governo ha mantenuto gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ha aggiunto la ministra dell’ambiente giustificando la richiesta di rinnovare le misure in scadenza. Sull’insieme di queste decisioni dovrà ora pronunciarsi l’altra Camera.

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