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Il Belgio rimette i controlli alla frontiera francese

Il governo di Bruxelles teme l'arrivo di una massiccia ondata di migranti quando saranno sfollati i profughi dalla 'giungla', il campo di Calais

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 febbraio 2016 - 21:13

Un nuovo affronto al Trattato di Schengen arriva dal Belgio, che ha deciso di reintrodurre i controlli alle frontiere con la Francia. Il governo di Bruxelles teme l'arrivo di una massiccia ondata di migranti in seguito allo sgombero previsto nei prossimi giorni del campo profughi di Calais.

Mercoledì, passare dalla Francia al Belgio riportava indietro nel tempo. Polizia in mezzo alla strada, controllo del bagagliaio. Con un po' di sfortuna, anche dei documenti.

Uno spiegamento di forze, ben pubblicizzato, che dovrebbe impedire ai migranti di Calais e Dunkerque di arrivare in Belgio. A sud della frontiera l'idea non piace molto. Dall'altra parte del confine, dove l'atmosfera sembra altrettanto calma, le opinioni sono però del segno opposto [cfr. video].

Intanto, i migranti confluiscono verso il porto di Zeebrugge: qui le misure di sicurezza non hanno a che fare con quelle di Calais. Qualche filo spinato e poco più, rispetto alle grandi barriere volute da francesi e inglesi a Calais e Dunkerque.

Forse cosciente dell'incapacità di fermare i migranti in porto, il Belgio ha deciso di controllare le sue frontiere. E fa cadere un altro tassello di Schengen.

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