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Il "rifugio vicino al cielo" che salvò cinque famiglie ebree

Una casa di Ama, frazione di Aviatico. RSI-SWI

Si intitola 'Un rifugio vicino al cielo' ed è la storia di cinque famiglie italiane di religione ebraica che tra il 1943 e il 1945, grazie all'aiuto di un intero paesino delle Orobie Bergamasche, sfuggirono alla deportazione. Un libro che porta alla luce un segreto custodito per decenni, che salvò la vita a 17 persone.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 gennaio 2021 - 21:55

Erano famiglie con bambini, genitori e nonni. Per sottrarsi all'orrore dell'olocausto, avevano tentato invano di fuggire in Svizzera prima di nascondersi ad Ama, frazione di Aviatico, dove abitarono nelle case messe a disposizione da alcuni paesani, che li protessero con il loro silenzio. Silenzio che non ruppero nemmeno una volta finita la guerra.

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"Di quelle famiglie e quei bambini oggi sono rimasti pochi sopravvissuti ormai anziani", scriveLink esterno l'autrice del libro Aurora Cantini. "Eppure, grazie ad una meticolosa ricerca, insieme, si è riusciti a ricostruire, anche solo parzialmente, le vicende di cui tutti sono stati protagonisti".

'Un rifugio vicino al cielo. La storia delle famiglie ebree nascoste dal 1943 al 1945 ad Ama' è corredato da fotografie e documenti. Riporta una storia "tragica eppure ricca di valori e di coraggio", prosegue Cantini. Nacque da semplici gesti di solidarietà e generosità dei paesani. Con "l'aiuto dei giovani alpini ricercati", loro stessi in pericolo di fucilazione, che non esitarono a nascondere i bambini ebrei e i loro familiari nelle grotte sotto il paese "quando giungeva la notizia di un imminente rastrellamento da parte dei nazifascisti".

E così, nonostante i quattro presidi militari in un paesino nelle vicinanze, quella solidarietà e quel silenzio riuscirono a salvare 17 vite.

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Nel servizio RSI, l'intervista ad Aurora Cantini e i ricordi del sopravvissuto Sergio Iachia, che all'epoca aveva 4 anni.

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tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 27.01.2021)

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