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Lombardia, Covid-19 "una bomba a orologeria"

Mentre la Guardia di Finanza indaga sulla gestione di ospiti anziani e pazienti durante l'emergenza coronavirus in Lombardia, sentiamo la ricostruzione di Michele Usuelli, consigliere regionale e medico di terapia intensiva.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 aprile 2020 - 11:45
Claudio Moschin

La famosa delibera dell’8 marzo con cui la Regione Lombardia disponeva il trasferimento dei pazienti Covid in via di miglioramento in reparti appositamente allestiti nelle Residenze assistenziali sanitarie della Lombardia, che sono diventati i focolai principali del contagio, è solo uno dei documenti che la Guardia di Finanza di Milano ha acquisito mercoledì negli uffici del Pirellone. 

È stata sequestrata la documentazione su questa vicenda e anche sui pochi tamponi effettuati su ospiti ed operatori sanitari. L’esame dell’enorme mole di carte e di dati richiederà mesi, prima di stabilire se ci siano state omissioni o errori che possano aver favorito il contagio e poi la morte degli anziani ospiti. 

Proprio mentre la GdF era in Regione Lombardia, abbiamo sentito Michele Usuelli, consigliere regionale per +Europa-Radicali e medico di terapia intensiva alla Mangiagalli di Milano.

Usuelli racconta come sia esploso il fenomeno del contagio a Milano e in gran parte della Regione, come sia mancata la comunicazione tra i medici di base (lasciati per lo più soli) e i vertici regionali, e come sia andato avanti in una successione continua di errori quello che lui chiama “il teatrino giornaliero dei numeri” (quanti tamponi, quanti decessi, dove, perché) senza mai una possibilità di avere ulteriori chiarimenti.

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