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G20, lotta al protezionismo

La numero uno del Fondo monetario internazionale: "Il commercio libero è vitale per la crescita"

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2016 - 20:41

"Respingere con forza ogni forma di protezionismo e andare avanti con lo sviluppo di un commercio libero ed equo che è vitale per la crescita globale". Così Christine Lagarde, al termine del G20 tenutosi in Cina.

La numero uno del Fondo monetario internazionale (FMI) Lagarde ha sottolineato come la priorità debba essere una "crescita più forte e più condivisa", da conseguire stimolando una ripresa che è stata "troppo lenta per troppo tempo" e riducendo "le eccessive ineguaglianze" sul fronte del reddito.

Nel comunicato finale, i leader del G20, hanno concordato sul lavoro congiunto da fare per avere una "forte, bilanciata e inclusiva crescita globale". Allo stesso tempo, si legge, c'è l'impegno ad affrontare i rischi geopolitici (includendo gli attacchi terroristici) con strategie come il blocco dei finanziamenti e delle holding per il riciclo del denaro sporco.
I proclami del G20 cinese non convincono però tutti gli analisti. La realtà è che crescono le resistenze agli accordi di libero scambio. Quello in discussione tra Stati Uniti e Unione Europea è osteggiato da movimenti di cittadini e da molti politici. Molte nazioni, inoltre, si muovono nella direzione opposta, adottando misure a protezione del proprio mercato.

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