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L’idrossiclorochina non si vende come caramelle

donna con mascherina al banco di una farmacia
In Svizzera è possibile acquistare idrossiclorochina presentando una ricetta medica. Keystone / Pablo Gianinazzi

Le farmacie ticinesi sarebbero quasi prese d'assalto da italiani che vogliono acquistare idrossiclorochina contro la Covid-19. Ma secondo il farmacista cantonale e il portavoce dell'Ordine dei farmacisti ticinesi non si assiste a un aumento delle vendite.

In 15 su un pulmino per acquistare confezioni di idrossiclorochina in Ticino. Secondo un articolo pubblicato recentemente da La Repubblica, le farmacie ticinesi sarebbero quasi prese d’assalto da italiani che confidano nelle virtù di questo farmaco antimalarico e antireumatico, balzato agli onori della cronaca per i suoi supposti benefici nella cura della Sars-CoV-2.

In Italia, il medicinale non è infatti più disponibile se non per i trattamenti per cui è stato originariamente previsto. L’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha sospeso a fine maggio l’autorizzazione per l’utilizzo di questo medicinale – commercializzato in particolare con il nome di Plaquenil – al di fuori degli studi clinici.

Acquistabile con ricetta

In Svizzera, per qualche mese le autorità hanno introdotto un sistema di contingentamento. Vista la forte domanda dopo lo scoppio dell’epidemia, vi erano difficoltà d’approvvigionamento e i pazienti cronici che lo utilizzavano per il trattamento di malaria, artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico avevano difficoltà a trovarlo.

Questa misura è però stata abrogata in agosto. Alcuni studi sono infatti giunti alla conclusione che l’idrossiclorochina non ha alcuna efficacia per contrastare la Covid-19. La Società svizzera di infettivologia ha così ritirato questo trattamento dalle sue raccomandazioni, consigliandolo unicamente nel quadro di studi clinici. Non essendo più prescritta per la cura del coronavirus, la necessità di applicare un sistema di contingenti è così venuta a cadere.

Da qualche settimana, quindi, l’idrossiclorichina è tornata in vendita libera nelle farmacie ticinesi. O meglio, è possibile acquistarla presentando una ricetta medica. Da qui il presunto assalto da parte di italiani che hanno fede nel suo potere curativo.

Vendite ai livelli di quelle di un anno fa

Una notizia che però non trova riscontro nelle cifre in possesso del farmacista cantonale. “In primavera si è effettivamente assistito a un forte aumento della domanda e per questo è stato introdotto un contingentamento”, ci dice Giovan Maria Zanini. Dopo la pubblicazione dell’articolo de La Repubblica, il farmacista cantonale ha verificato i canali di approvvigionamento di questo farmaco e ha constatato che oggi “le vendite sono tornate esattamente sui livelli di quelle di un anno fa”.

“Le vendite di idrossiclorochina sono tornate esattamente sui livelli di quelle di un anno fa”. Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale

Un’informazione confermata dal portavoce dell’Ordine dei farmacisti ticinesi Federico Tamò: “Ho sondato diversi miei colleghi sparsi su tutto il territorio e posso confermare che nessuno di loro in queste ultime settimane ha riscontrato una forte richiesta di idrossiclorichina, né da residenti né da clienti italiani”.

Il dovere dei farmacisti

Nel caso in cui qualcuno si presentasse per acquistare Plaquenil o un suo generico, i farmacisti hanno inoltre il dovere – come per tutti i medicinali – di controllare non solo il dosaggio indicato sulla ricetta, ma anche di avvertire il paziente su un eventuale uso improprio del medicinale. Un aspetto particolarmente importante nel caso dell’idrossiclorichina, se prescritta appunto per il trattamento di patologie diverse da quelle per cui è stata prevista.

“In base agli studi e dati disponibili oggigiorno mi sorprenderebbe alquanto che un farmacista possa consigliare e dispensare questa molecola per cura e profilassi della Covid-19”, osserva Federico Tamò.

Da noi contattate, le farmacie della zona di frontiera ci confermano che il Plaquenil è disponibile anche per clienti italiani su presentazione di una ricetta medica. Due delle sei a cui abbiamo telefonato presentandoci come residenti oltrefrontiera, domandano però che la ricetta sia prescritta da un medico svizzero, altre due ci avvertono che il farmaco non è più raccomandato nella cura della Covid-19, mentre nelle due restanti l’acquisto di idrossiclorichina non sembra porre particolari problemi.

“Se c’è una ricetta medica, il dovere del farmacista è di mettere in guardia il paziente, ma ciò non significa che poi non gli fornisce il farmaco – spiega Giovan Maria Zanini. Si parte dal presupposto che tra i due professionisti, quello che conosce meglio il paziente è il medico”.

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