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"La risposta alla crisi non è il protezionismo"

I difficili rapporti del cantone Ticino con l'Italia, i problemi legati alle migrazioni, le sfide economiche dell'Europa. Di questo ha parlato l'ex presidente del consiglio italiano Enrico Letta con la Radiotelevisione svizzera RSI.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 gennaio 2017 - 09:02
tvsvizzera.it/Zz con RSI (Quotidiano del 26.01.2017)
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Ospite di un seminario organizzato dall'Università della Svizzera italiana (USI) a Lugano, Enrico Letta, interpellato dalla RSI, ha parlato di apertura, non solo economica. Secondo lui, la risposta alla crisi non dev’essere il protezionismo. I paesi europei sarebbero i primi ad esserne danneggiati, perché sono loro a trarre il maggiore vantaggio dalle esportazioni.

“Bisogna puntare a obiettivi che siano di crescita complessiva e la crescita complessiva non si ottiene facendo preferenze che chiudono le porte”, ha detto l’ex premier italiano, riferendosi alla principio di preferenza indigena nelle assunzioni voluto dal popolo ticinese con la votazione sull’iniziativa “Prima i nostri”.

Parlando poi della crisi migratoria, Letta si è rammaricato delle passate scelte politiche europee: "Questi ultimi due anni hanno insegnato che dimenticarsi del Mediterraneo come hanno fatto troppi leader europei ci si ritorce contro. Per 15 anni si è guardato a nord e a est e non ci si è resi conto che il prezzo lo stiamo pagando noi. La crisi migratoria è un problema per tutti i paesi europei”.

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