La televisione svizzera per l’Italia

Ticino ultimo baluardo dell’Impero romano

vista su castello
Edificato in epoca medievale, Castelgrande (sulla destra) e gli altri due castelli di Bellinzona figurano nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Sul promontorio roccioso che sovrasta la capitale ticinese erano state erette fortificazioni già in epoca romana. Keystone-SDA

Nel V secolo, mentre l’Impero d’Occidente si sgretola, il Ticino difende gli accessi all’Italia. Un palazzo, un senatore e due fortezze raccontano perché.

Nel 457 novecento guerrieri alemanni scendono dalle Alpi in cerca di bottino. Nei Campi Canini, presso Bellinzona, trovano però i soldati romani, che li respingono e sbarrano loro la strada verso la pianura. A tramandare l’episodio è Sidonio Apollinare, poeta latino dell’epoca. Mancano diciannove anni alla fine dell’Impero d’Occidente, ma fra queste montagne Roma riesce ancora a resistere.

>>> “Siamo tutti barbari”: il reportage di La Storia infinita

Contenuto esterno

La capitale dietro casa

Per capire il valore di queste valli bisogna guardare a Milano, che dal 286 ospita per oltre un secolo la corte imperiale. Il territorio dell’attuale Ticino si trova lungo le vie che collegano la residenza dell’imperatore al nord delle Alpi. Il lago Maggiore, collegato al Po dal fiume Ticino, permette di risalire dalla pianura. Dalle sue rive il viaggio continua verso le valli e i passi del San Bernardino e del Lucomagno.

quadro
Bellinzona romana nella ricostruzione del pittore Silvano Gilardi, dal ciclo “Una chiusa rivisitata”, presentato nel 1992. Sulla rocca di Castelgrande, la fortezza sorvegliava una delle porte d’Italia La Storia infinita

Su questi percorsi si muovono merci, messaggeri ed eserciti. Sorvegliarli significa garantire commerci e rifornimenti, ma anche proteggere l’Italia. La stessa rete che porta ricchezza verso Milano può condurre un esercito nemico alle sue porte.

Morbio Inferiore, una sala per i grandi dell’Impero

La vicinanza alla corte aiuta a comprendere ciò che sorgeva a Morbio Inferiore: una sala di almeno 650 metri quadrati, destinata a ricevere ospiti e dignitari. Studiandone i resti, l’archeologa Ilaria Verga l’ha interpretata come parte di una residenza probabilmente legata al potere imperiale. Per forma e dimensioni trova pochi confronti nell’Impero. Uno è il palazzo romano di Cercadilla, a Cordova, in Spagna.

quadro
Il palazzo romano di Cercadilla, a Cordova, in una ricostruzione: uno dei rari confronti per la grande sala di Morbio Inferiore, scoperta nel 1987. Negli studi pubblicati nel 2022, Ilaria Verga ipotizza che appartenesse a una residenza legata al potere imperiale. A suggerirne il prestigio sono anche le tessere di mosaico con foglia d’oro ritrovate sul posto. La Storia infinita

Le tessere di mosaico con foglia d’oro rinvenute a Morbio aggiungono un indizio del suo prestigio. A pochi chilometri, a Mendrisio, Samuele Cambianica e Mattia Gillioz hanno decifrato l’iscrizione sulla tomba di un senatore romano, un uomo della più alta aristocrazia dell’Impero.

Queste terre erano legate ai potenti dell’Impero: quando la minaccia si avvicina, è quel mondo che bisogna proteggere.

Le porte da tenere chiuse

A Bellinzona la geografia offre una difesa naturale. La roccia di Castelgrande domina una strettoia dalla quale si sorveglia il passaggio verso sud. Nel 355 dalla regione passa anche l’imperatore Costanzo II, impegnato contro gli Alemanni. Lo storico Ammiano Marcellino ne ricorda la presenza ai Campi Canini.

muro
Il muro riportato alla luce nel 1967 è la prima testimonianza di una fortificazione in muratura sulla collina di Castelgrande. Qui, secoli prima delle torri medievali, si difendevano già le porte d’Italia. La Storia infinita

Nel 1967 gli scavi diretti da Werner Meyer riportano alla luce, sul lato meridionale della collina, un massiccio muro romano con una porta. Risale al IV secolo. Molto prima dei castelli medievali, Castelgrande è già una fortezza.

Tra il 401 e il 402 Roma richiama truppe dalla frontiera del Reno per difendere l’Italia. La protezione dell’Altipiano svizzero si indebolisce e gli sbarramenti alpini acquistano un peso nuovo: il Ticino diventa una delle ultime linee di difesa dell’Italia romana.

valle
Il Castelliere di Tegna, fortezza risalente all’epoca delle invasioni barbariche: quattro ettari fortificati per sorvegliare il territorio e i passaggi. La Storia infinita

Sopra Tegna, all’imbocco della Vallemaggia e delle Centovalli, un’altra fortezza prende forma nella seconda metà del V secolo. Gli scavi hanno restituito anche un’anfora africana: perfino quassù arrivavano merci da lontano, lungo le rotte del Mediterraneo.

Il Ticino che immaginavamo ai margini era una terra vicina alla corte, abitata dai potenti e attraversata dai commerci. Quando le difese a nord cedono, quella posizione diventa decisiva: fra queste montagne Roma prova a tenere chiuse le porte d’Italia.

Articoli più popolari

Preferire TVSvizzera.it su Google

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR