Dati di agosto La ripresa del turismo svizzero comincia da sud

Immagine aerea di cascate di montagna con pozza e gente che fa il bagno

Cascate della Piumogna, punto di interesse per escursionisti e bagnanti.

Keystone / Alessandro Crinari

I dati di agosto confermano per il turismo in Svizzera la tendenza al recupero già osservata in luglio: l'affluenza è ancora in netto calo, ma in misura minore rispetto al periodo più duro della pandemia. Nell'ottavo mese dell'anno, si sono contati 3,2 milioni di pernottamenti, il 28% in meno rispetto allo stesso periodo 2019. In crescita però Ticino e Grigioni.

Stando ai dati diffusi lunedì dall'Ufficio federale di statistica (UST), a livello nazionale l'aumento generato dal turismo interno (+16%, a 2,2 milioni di ospiti indigeni) non è stato in grado di compensare la perdurante assenza di stranieri (-60%, a 1,6 milioni).

Solo il Ticino e i Grigioni segnano una progressione (+3,5% a 335'163 pernottamenti il primo, +1,5% a 614'885 notti il secondo) proprio grazie al forte afflusso di visitatori dalla Svizzera stessa, che per entrambi i cantoni hanno costituito grossomodo i tre quarti degli ospiti.

Non tutte le località ne hanno in realtà beneficiato: se Ascona registra un +11%, Lugano accusa invece un -7%. Pure nei Grigioni soffrono i centri, con -28% a Davos e -10% a St. Moritz.

Per quanto riguarda i Paesi di provenienza, gli ospiti più numerosi restano quelli dalla Germania (387'594 notti a livello nazionale), seguiti da francesi, olandesi, belgi, e italiani (70'532 sono giunti dalla Penisola, contro 109'847 dell'agosto 2019). Completano la top dieci inglesi, austriaci, statunitensi, spagnoli e polacchi. Tutti sono in calo. Praticamente assenti, quest'anno, gli asiatici.

Anche estendendo lo sguardo su tutto il periodo da gennaio ad agosto, la flessione registrata in Ticino e nei Grigioni è sotto la media. L'intero settore alberghiero svizzero segna -41% a 16,5 milioni di pernottamenti, di cui 10,6 milioni da ascrivere agli indigeni (-15%), 5,9 milioni agli stranieri (-62%). In Ticino, il calo si è limitato al 29% (1,6 milioni) e nei Grigioni al 13% (3,4 milioni).

L'intera turistica si annuncia in sostanza da dimenticare, benché fosse partita bene.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (Quotidiano del 05.10.2020)

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