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Datagate, Zuckerberg si scusa e promette nuove regole

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Questo contenuto è stato pubblicato il 22 marzo 2018 - 11:59
tvsvizzera/spal/ats con RSI (TG del 22.3.2018)

Alcuni giorni dopo lo scoppio dello scandalo della compravendita dei profili di Facebook a fini politici Mark Zuckerber ha rotto il silenzio.

In un’intervista alla Cnn il fondatore del social media ha chiesto “scusa” e si è detto disponibile a “testimoniare davanti al Congresso americano" su quanto è successo nel corso della campagna presidenziale del 2016 che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca.

Il ceo del gigante blu, che ha detto di essere “responsabile di quanto accaduto”, ha sostenuto che è stato “un errore fidarsi di Cambridge Analytica”, la società che ha raccolto i dati di oltre 50 milioni di utenti allo scopo di influenzarne le scelte elettorali.

L’imprenditore multimiliardario ha precisato che “ci sono state molte forze in gioco su Facebook nel 2016”, aggiungendo che "le elezioni di metà mandato il prossimo novembre saranno una sfida, un motivo di grande attenzione per noi".

In proposito Mark Zuckerberg è sicuro che vi sono tentativi in corso per cercare di influenzare il voto dei cittadini statunitensi. “Sono certo che c'è una seconda edizione di tutto quello che è stato lo sforzo della Russia nel 2016, ci stanno lavorando – ha precisato - e sono certo che ci sono nuove tattiche che dobbiamo essere sicuri di individuare e fronteggiare”.

Per questo motivo Zuckerberg si è detto favorevole all'istituzione di nuove regole per i social network. Una presa di posizione da molti ritenuta dovuta da parte del guru dei social media dopo il lancio di una class action negli USA contro Facebook e la richiesta di Gran Bretagna e Ue di poterlo interrogare.

 

 

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