Da predatore a preda Via libera all'abbattimento del lupo "M75"

Tra gennaio e febbraio ha ucciso oltre 40 pecore in Ticino e nei Grigioni (in Bregaglia, in Valle Leventina e in Mesolcina). Le autorità dei due cantoni hanno raggiunto un accordo per procedere nell’abbattimento del lupo classificato con la sigla M75.

"In tre casi, più precisamente a Stampa, Faido e Cama, in base ad analisi genetiche è stato possibile attribuire gli attacchi allo stesso esemplare M75", si legge in un comunicato.

In virtù dell'art. 9 dell'ordinanza federale sulla caccia, viene sottolineato, può essere rilasciata un'autorizzazione di abbattimento per singoli lupi che causano danni rilevanti ad animali da reddito, ovvero se un esemplare uccidere 25 animali nell'arco di un mese, nonostante siano state adottate misure di protezione del bestiame. I due cantoni hanno emanato di comune accordo una decisione di abbattimento, della durata limitata di 60 giorni.

Rischio di abbattere l’animale sbagliato

Una decisione discutibile per il WWF che critica il perimetro troppo vasto ritenendo troppo alto il rischio di abbattere l'esemplare sbagliato.

"I problemi non verranno risolti con un colpo di fucile, ma unicamente procastinati. Il prossimo esemplare non tarderà ad arrivare", dichiarano inoltre gli ambientalisti, che aggiungono: "Sono passati dieci anni dal ritorno del lupo e ancora non si è fatto abbastanza per quanto riguarda la protezione delle greggi".

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