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La storia di Brolo, paese dei gatti

I felini protagonisti a Brolo, antico borgo piemontese © Keystone / Georgios Kefalas
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2020 - 09:13
Simone Della Ripa, Rsinews

Il borgo piemontese, sul lago d'Orta, attira ogni anno turisti per ascoltare le vicende di felini, topi, nobili ed una forte volontà di "federalismo religioso".

BroloLink esterno è una frazione di Nonio, paese collinare che si affaccia sul lago d'Orta, che vanta una storia intrisa tra verità e leggenda che ogni anno ha il potere di attirare molti turisti per venirla ad ascoltare. La conoscono anche i bambini del posto che sono felici di farla conoscere, di disegnarla, come hanno fatto all'arrivo della RSI.

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Viene definito paese dei gatti non per la quantità di animali presenti, taluni sono pure dipinti da artisti, scolpiti da scultori lungo le strade che si inerpicano verso la chiesa di Sant'Antonio, ma per una vicenda che accomuna gli esseri umani ai gatti.

L'associazione "I gatti di BroloLink esterno" proprio in questo periodo, come ha ricordato il sindaco Piero Minazzi, ha ripreso in mano le redini dell'attività per divulgare una storia curiosa che ha al centro una sorta di voglia di federalismo religioso e indipendenza parrocchiale che affonda le radici al 1767. Vi è anche una seconda vicenda che "autenticherebbe" ancor di più il titolo e che vede per davvero gli abitanti riempire di gatti il paese per scacciare i topi.

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