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Torino, i migranti devono sloggiare

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I profughi fuggiti dalla Libia vivono da quattro anni nei fatiscenti palazzi dell'ex villaggio olimpico. Ma per ordine del municipio ora se ne devono andare.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 marzo 2017 - 10:37
Antonio Michele Storto, rsi.ch

Lo scorso 24 novembre, un gruppo legato all’estrema destra cittadina ha lanciato due bombe carta di fronte alle palazzine ex villaggio olimpico, nel quartiere Lingotto di Torino.

Bersaglio degli ordigni erano i 1'200 profughi africani che da quattro anni occupano il complesso, rimasto abbandonato per sette anni prima del loro ingresso: quasi tutti sono fuggiti dalla Libia allo scoppiare della guerra civile e in Italia molti di loro sono finiti in strada, appena terminati i progetti d’accoglienza.

Oggi, le quattro palazzine versano in condizioni di evidente sovraffollamento, ma al loro interno vanno nascendo progetti per l’inserimento sociale, scolastico e lavorativo.

In seguito ai fatti di novembre, la neo-sindaca Chiara Appendino ha annunciato lo sgombero della struttura: e ora, mentre il Comune è impegnato a progettare un’operazione che potrebbe rivelarsi molto complicata, i profughi temono di finire nuovamente in strada.

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