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Vernacoliere, l'importante era evitare un sindaco pisano

Incontro con il fondatore del mensile satirico livornese, l'irriverente e vulcanico Mario Cardinali

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2014 - 12:07

Ha suscitato sorpresa l'appoggio dato Mario Cardinali, direttore del mensile satirico Il VernacoliereLink esterno, ai Cinque Stelle nell'elezione per il sindaco di Livorno a inizio giugno. Personaggio noto in Toscana per le sue posizioni anticonformiste e dissacranti, il fondatore del giornale si è schierato contro la nomenclatura di sinistra che da quasi 70 anni governa la città, rimanendo così fedele a quello spirito libertario e irriverente tipico della gente labronica. Un'occasione quindi per farci raccontare storia e caratteristiche della satira in voga da queste parti ma i cui echi si riverberano ormai in mezz'Italia. Magari un po' sboccata ma che, come ci tiene a sottolineare Mario Cardinali, ha ricevuto il premio internazionale di satira politica di Forte dei marmi ed è oggetto di dibattiti anche in ambito accademico.

Leonardo Spagnoli

Il decalogo del mensile satirico

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