Ventesimo slam Federer, il giorno dopo


Il tennista basilese rientrerà in Svizzera martedì. Come da tradizione, all'indomani del trionfo a Melbourne il vincitore dell'Australian Open si è concesso ai media di tutto il mondo.

"Vincere il ventesimo slam… questa cifra inimmaginabile, mi sembra ancora surreale". È un Federer ancora un po' frastornato quello presentatosi lunedì davanti ai media internazionali.

Malgrado sia ormai abituato alle vittorie, quella di domenica ha un gusto tutto particolare: "Ho ricevuto moltissimi messaggi; quando ho guardato il telefono ho pensato 'wow'. Ne ho ricevuti più del solito, forse il doppio".

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Adesso Federer, che grazie al successo in Australia tallona Nadal nella classifica ATP (9'760 punti per lo spagnolo, 9'605 per l'elvetico, si prenderà un po' di vacanze. "Per ora non ho nessun impegno. Andrò in Svizzera, potrò rilassarmi, pianificare il futuro e divertirmi. Sono contento se riesco a scomparire per qualche tempo, perché sento di averne bisogno".


Quando tutto è cominciato

Chi l'avrebbe mai detto, vent'anni fa, quando ha iniziato la sua carriera professionistica, che Federer avrebbe compiuto un simile percorso. Il pubblico svizzero lo ha scoperto nell'aprile del 1999, quando è stato chiamato a difendere i colori rossocrociati in Coppa Davis contro l'Italia. Nel match contro Davide Sanguinetti, Federer – all'epoca numero 123 al mondo – non ha tradito le attese. Paolo Bertolucci, capitano della squadra azzurra, lo vedeva già come futuro numero uno. "Mi sembra un po' tutto esagerato, ho solo 17 anni", afferma un giovanissimo Federer ai microfoni della Radiotelevisione svizzera. 


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