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Varsavia, "la Costituzione prevale sul diritto UE"

Manifestanti europeisti protestano davanti alla sede della Corte costituzionale a Varsavia. Copyright 2021 The Associated Press. All Rights Reserved

Una sentenza della Corte costituzionale polacca allontana Varsavia dall'Unione Europea, con la quale i rapporti sono da tempo molto tesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 ottobre 2021 - 21:03
tvsvizzera.it/spal con Reuters

L'Alta corte ha infatti dichiarato giovedì che alcuni articoli dei trattati dell'UE sono in contrasto con la Costituzione nazionale. In base a questa sentenza, secondo quanto ha scritto su Twitter il portavoce del governo polacco Piotr Muller, "la prevalenza del diritto costituzionale sulle altre leggi deriva direttamente dalla Costituzione della Repubblica (…) e questo è stato confermato chiaramente oggi dal Tribunale costituzionale".

Il pronunciamento della Corte costituzionale interna fa seguito al ricorso del primo ministro Mateusz Morawieck, che aveva chiesto una decisione sulla legittimità delle azioni intraprese dalle istituzioni europee contro la sua riforma della giustizia.

"Nell'ordinamento polacco i trattati dell'Ue sono subordinati alla Costituzione e, come ogni altra fonte del sistema giuridico polacco, tutte le norme europee che sono in vigore in Polonia devono rispettare la Costituzione", ha commentato il giudice Bartlomiej Sochanski, un concetto subito ribadito dagli alti esponenti del partito sovranista al potere nel Paese dell'Est.

Gli oppositori hanno però osservato che la mossa di mettere in discussione la superiorità del diritto europeo da parte di Varsavia potrebbe compromettere il futuro del paese all'interno dell'Unione Europea, ma anche la stabilità dell'intera impalcatura comunitaria.

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Da parte sua la Commissione UE non commenta per il momento la sentenza dei giudici costituzionali polacchi. Bruxelles aveva chiesto al governo polacco di conformarsi entro lo scorso 16 agosto a una decisione della Corte di giustizia europea che imponeva la soppressione delle sanzioni disciplinari nei confronti dei giudici previste nella riforma.

Per il più alto organo giurisdizionale dell'UE il sistema giudiziario instaurato in Polonia è incompatibile con la legislazione europea. Mentre per Varsavia la riforma voluta dal partito nazionalista al potere Diritto e Giustizia (PiS) è indispensabile per rendere i tribunali e non, come asseriscono gli oppositori, per assoggettare le procure al governo.

Questa decisione va a sommarsi alle altre vertenze che vedono contrapposte Varsavia e Bruxelles. L'esecutivo polacco è stato infatti criticato per aver promosso politiche negli ultimi anni restrittive delle libertà dei media e dei diritti delle comunità Lgbtq+, oltre che per il suo discusso piano di rilancio economico del paese.

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