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Una casa per i 'rider' napoletani

Con la pandemia di coronavirus, il settore delle consegne a domicilio, in particolare di cibo, è letteralmente esploso. Keystone / Riccardo Antimiani

La pandemia ha riportato in primo piano il ruolo di tutti quei lavoratori che si occupano di consegne e la precarietà del loro statuto. A Napoli da qualche mese esiste una struttura pensata per rispondere alle esigenze di questa categoria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 giugno 2021 - 18:00
Mario Messina, Napoli

Nella Galleria Principe di Napoli, nel cuore della città partenopea, c’è un cafè che è diventato il punto di ritrovo di centinaia di rider, i ciclo-fattorini delle grandi aziende per le consegne di cibo. Ai tavolini di quel bar parlano del proprio lavoro, delle novità contrattuali poste in essere da qualcuna delle aziende per le quali lavorano e intanto si preparano per un nuovo turno.

Quello che dall’esterno potrebbe sembrare un semplice bar, però, in realtà è molto altro. Si tratta della porta d’ingresso della Casa del Rider: la prima struttura dedicata ai lavoratori della gig economy.

Si tratta di una struttura messa a disposizione in uno dei locali della Galleria Principe e gestita dall’associazione Napoli Pedala, da Inail e dal sindacato Cgil e che a partire dallo scorso aprile è stata trasformata in un luogo appositamente pensato per rispondere a tutte le esigenze dei nuovi lavoratori della consegna a domicilio.

Il boom durante la pandemia

"L’idea di costruire qualcosa del genere l’avevamo già da tempo – spiega Antonietta Perna della Cgil – ma l’accelerata l’ha data la pandemia da Covid-19. E non è un caso che la prima Casa del Rider d’Italia sia stata aperta proprio a Napoli".

Nel marzo 2020, quando l’Italia intera si fermò per il primo lockdown del mondo dopo quello di Wuhan, il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca decise di vietare ogni tipo di attività, anche le consegne a domicilio che nel resto del paese erano consentite. Quando, più di un mese più tardi, il governo locale aprì alle consegne a domicilio, a Napoli e in tutta la regione si registrò un boom del settore ancora più evidente e più forte di quanto fosse accaduto precedentemente nel resto del Paese.

L’aumento della richiesta di nuovi addetti alle consegne a domicilio da parte delle compagnie di consegne e la forte crisi del mondo del lavoro dovuta alla chiusura di quei giorni portò numerosi lavoratori in città a unirsi all’esercito dei rider.

"Con l’aumento dei lavoratori di questo settore e l’ingresso di persone che fino a pochi mesi prima facevano tutt’altro – continua Perna – era diventato chiaro che servisse un luogo fisico che fungesse da base per i lavoratori".

Non solo logistica, ma anche consulenza

Un anno dopo quell’idea è divenuta realtà. Oggi nei locali di Galleria Principe i rider possono trovare diversi servizi: spogliatoi, depositi per gli effetti personali, postazioni per ricaricare i dispositivi elettrici e soprattutto postazioni relax dove i lavoratori provenienti da fuori città possono rilassarsi tra il turno pomeridiano e quello serale.

"Prima che aprisse la Casa del rider mi è capitato anche di trascorrere le tre ore di stacco tra un turno e l’altro sotto la pioggia".

Corriere napoletano

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"Prima che aprisse la Casa del rider mi è capitato anche di trascorrere le tre ore di stacco tra un turno e l’altro sotto la pioggia perché non avevo un posto in cui andare a ripararmi se non sotto un balcone o sotto un portone", ci racconta un corriere che preferisce rimanere anonimo.

"L’importanza di avere una struttura del genere – continua a spiegare Perna – è legata soprattutto al fatto che questo tipo di lavoro viene troppo spesso considerato ancora un lavoretto, qualcosa con cui sbarcare il lunario. Ma per molti di questi lavoratori non è più così. È per questo che, oltre ai servizi più strettamente legati alla logistica del lavoro, abbiamo deciso di offrire anche servizi di consulenza".

Uno dei più apprezzati è senz’altro quello offerto dall’Inail, l’Istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. A partire dal febbraio 2020 i rider rientrano nella sfera dei lavoratori assicurati dall’istituto gestito dal Ministero del lavoro.

Prevenzione degli infortuni e diritti

"Ma una delle nostre missioni – spiega la direttrice di Inail Campania Adele Pomponio – è la prevenzione degli infortuni. Per questo ogni anno investiamo un certo budget in progetti di prevenzione a cui possono aderire soggetti pubblici e privati. Dopo aver ricevuto, negli scorsi mesi, una manifestazione di interesse con un progetto firmato da Napoli Pedala e dalla Cgil relativo alla Casa del Rider, abbiamo deciso di entrarne a far parte in maniera integrata".

E così oggi alla Casa del rider i lavoratori possono partecipare a corsi di formazione sulla sicurezza stradale nel loro lavoro, ma anche sulla corretta postura da mantenere sui mezzi di trasporto per non stressare troppo il corpo. Inoltre, all’interno della Casa del Rider, è sempre presente una scorta di caschi, ginocchiere, paragomiti e tutti gli altri presidi di sicurezza necessari per chi fa questo tipo di lavoro.

E poi c’è lo sportello legale tenuto dall’avvocato Domenica Di Lorenzo e quello fiscale tenuto da Luigi Iodice. "In questo periodo storico in cui le aziende di consegne stanno iniziando ad aprirsi alla necessità di trasformare questi lavoratori da autonomi a subordinati – spiega l’avvocato Di Lorenzo – è molto importante che i lavoratori del settore delle consegne capiscano appieno quelle che sono i loro diritti e le loro possibilità. Fino ad oggi questi lavoratori erano costretti ad aprire una partita Iva e a rinunciare a tutti i benefit del lavoro dipendente pur di lavorare con le grandi compagnie del settore. Oggi qualcosa si sta muovendo ma è importante che tutti i lavoratori siano pienamente consapevoli dei loro diritti".

Transizione ecologica

Tra i servizi formativi offerti, poi, c’è quello relativo ai corsi per la manutenzione delle biciclette elettriche e la possibilità di utilizzare un’officina per biciclette proprio all’interno della struttura. "La nostra presenza nel progetto – spiega Luca Simeone, presidente dell’associazione Napoli Pedala – è legata a quello che è forse l’obiettivo più ambizioso di tutta questa storia. Noi vogliamo mettere le basi per favorire la transizione ecologica dei servizi di consegna in città".

Per farlo, Napoli Pedala mette a disposizione dei rider delle biciclette elettriche di prova, in maniera tale da far comprendere le reali opportunità che questo mezzo consente di ottenere e spingere a rimpiazzare il proprio motorino con una bici elettrica. "Oltre a favorire una vita meno sedentaria dei rider – spiega il presidente Simeone – il passaggio da veicoli a motore a veicoli elettrici o a pedalata assistita consentirà anche un miglioramento delle condizioni di vivibilità dell’intera città".

"Oggi – conclude Simeone – sempre più aziende e commercianti sono interessati a investire in servizi eco-sostenibili. Grazie proprio alla presenza di Casa del Rider e di Napoli Pedala stiamo firmando le prime convenzioni con aziende che collaboreranno solo con ciclo fattorini che utilizzano mezzi green ed eco-friendly. Magari un giorno riusciremo a rendere sostenibile tutta la filiera delle consegne in città!"


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