Navigation

Un veterano torna in Italia per conoscere i bimbi che stava per uccidere

Martin Adler insieme a Mafalda, Giuliana e Bruno Naldi nel 1944. RSI

La storia di un soldato americano della Seconda Guerra Mondiale tornato in Italia dopo 77 anni per riabbracciare le tre persone, che allora erano solo dei bambini, che per errore stava per uccidere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 agosto 2021 - 14:26
tvsvizzera.it/MaMi

Mafalda, Giuliana e Bruno Naldi si sono fatti trovare all'aeroporto di Bologna in attesa di conoscere Martin. Loro sono tre fratelli bolognesi, oggi 80enni, lui è un 97enne americano. La Seconda Guerra Mondiale ha legato i loro destini e quando si rincontrano l'emozione sfocia in lacrime.

Martin Adler ha conservato per tutta la vita la fotografia di se stesso - appena 20enne e in uniforme - insieme a quei tre bambini, immortalati a Monterenzio, un paesino a sud di Bologna. Per tutta la vita il veterano americano si è domandato dove fossero finiti quei bambini, che sono la storia più bella che gli è capitata.

Nell'ottobre del 1944, la madre li aveva nascosti in una cesta di vimini quando aveva visto arrivare dei soldati. Adler aveva pensato che non ci fosse nessuno, ma sentì un rumore. Credendo che si trattasse di un soldato tedesco puntò la mitragliatrice contro la cesta. Stava per sparare ma... da una casa uscì una donna. "Era la madre dei bambini, ha messo il suo stomaco davanti alla mia mitragliatrice, ha urlato: "Bambini, bambini, bambini, picchiandomi sul petto". È stata lei la vera eroina, non io!", racconta oggi Adler.

È andata così, una madre coraggio e un soldato che da allora benedice quell'infinito istante che avrebbe potuto condannarlo a un eterno rimorso. 

Si sono ritrovati grazie ai social media. Il soldato, con l'aiuto della figlia Rachelle, ha fatto una ricerca online e quei tre bambini della fotografia hanno trovato un nome, erano vivi, ottantenni ormai, nonni e perfino bisnonni. Ma presenti al secondo appuntamento con l'uomo che ha contribuito a scacciare i tedeschi dal loro paesino e che ringrazia ogni giorno il destino per non avere premuto il grilletto contro di loro.

Contenuto esterno

I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.