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Bersntol, un tuffo nel Medioevo col mòcheno

Una casa rurale nella Valle del Fersina. RSI-SWI

Nella Valle del Fersina si coagulano storia, lingue e tradizioni, in un unicum che fa di questo angolo del Trentino un luogo straordinario.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2021 - 09:28
Marco Todarello, Rsinews

La valle è stretta. Si trova a pochi chilometri da Trento, in Italia. È qui che vive un popolo che parla una lingua figlia del tedesco dell'Alto Medioevo: sono i mòcheni, 1.600 persone residenti nei comuni di Palù/PalaiLink esternoFierozzo/VlarotzLink esterno e Frassilongo/GaraitLink esterno. Qui la lingua mòchena è insegnata nelle scuole e rappresenta l'elemento principale, insieme a un'antica tradizione gastronomica e folkloristica, dell'identità territoriale degli abitanti.

Come molte altre minoranze linguistiche, anche quella mòchena subì le scelte del governo fascista, che impose l'uso dell'italiano e nel 1939, insieme alla Germania nazista, pianificò una vera e propria deportazione degli abitanti.

Anche grazie all'isolamento in cui si è trovata per secoli, la Valle del Fersina - dal nome del torrente che l'attraversa da Nord-Est a Sud-Ovest - (o Valle dei MòcheniLink esterno) è ricca di specie di flora e fauna sempre più rare nell'arco alpino, come il gallo cedrone o il salice rosmarino.

L'Istituto culturale mòcheno (Bersntoler Kulturinstitut)Link esterno organizza seminari e corsi di mòcheno gratuiti, con l'obiettivo di mantenere viva la lingua e la cultura della comunità.

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