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Un motorino da "2015 CC."

Lorenzo Jovanotti ci racconta, in una video-intervista, il suo nuovo lavoro

Lorenzo Cherubini, come nel 1989, torna a sfrecciare su una moto. Bastava lei - sono parole sue - a farlo sentire "il più gasato pischello che ci sia". Oggi Jovanotti, 48 anni, 26 di carriera e 13 album pubblicati, si può permettere di montare un motore più grosso, un 2015 di cilindrata infilato, però, dentro un moz, come chiamiamo il motorino nella Svizzera italiana.

"2015 CC." straborda di musica. Sono 30 brani tutti d'un botto. Roba da Guinness dei primati, come il numero delle collaborazioni che, a seconda della traccia su cui ci si trova, può regalare suggestioni di città-oasi sahariane o di uno di quei club scuri, afosi e stipati di qualche capitale africana, sudamericana o del Nord del mondo. Ci sono, tra tante altre, sensazioni di vasche e muretti, di giostre e sagre di paesi della provincia italiana. Ci sono migranti e astronauti, innamorati e sognatori. E c'è la festa in tutte le declinazioni di quel "penso positivo" che è il marchio del ragazzo di Cortona. Il disco viaggia tutto sul filo - precario - di una frontiera: da un lato il mondo, quello vero, quello organico che nasce e muore; dall'altro l'aria più fredda, rarefatta delle tecnologie digitali.

E poi c'è il suo artefice. L'abbiamo incontrato in periferia di Milano, nell'anticamera dello studio dove "2015 CC." è stato masterizzato. Ventiquattro ore dopo avrebbe presentato, in streaming sulla sua JovaTvLink esterno, il nuovo moz truccato.

La video-intervista, di Mattia Gaballo, è stata realizzata in collaborazione con Rete 3.

Alessandro Broggini

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