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Un barattolo di pomodori e dignità

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Fuori dalle logiche del caporalato e dal ghetto è nata un'impresa di lavoratori agricoli giunti in Puglia dall'Africa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 luglio 2021 - 09:27
Marco Carlone e Daniela Sestito, Rsinews

Sono sette i ghetti censiti nella provincia pugliese di FoggiaLink esterno. Qui migliaia di persone vivono in condizioni precarie, lavorando per pochi euro nella raccolta di ortaggi.

Dal 2012, l’associazione di migranti africani Ghetto OutLink esterno si adopera per costruire una realtà alternativa al ghetto e per sensibilizzare la popolazione locale sullo sfruttamento dei lavoratori agricoli.

L'associazione, inoltre, gestisce da circa tre anni Casa SankaraLink esterno, una foresteria che dà alloggio a chi lascia i ghetti, dove si forniscono ai residenti formazione lavorativa e consulenza legale.

Recentemente Ghetto out ha avviato una produzione di passata di pomodoro “caporalato-free", attività in cui sono stati coinvolti 50 dei circa 400 residenti della foresteria.

Sono circa 150'000 i barattoli prodotti nel 2020, ma l'associazione prevede di raddoppiare il numero nel 2021: un compito non facile, dato che Ghetto Out ha deciso di vendere le sue lattine a un prezzo più alto della media, nel tentativo duplice di rieducare i consumatori a pagare un prezzo equo per il cibo e di dare un giusto salario ai lavoratori.

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