Un 23enne svizzero sta conquistando la letteratura mondiale
Arriva in italiano I Lázár, l’attesa opera prima di Nelio Biedermann che racconta la storia del Novecento europeo attraverso la decadenza di una famiglia aristocratica ungherese.
Nelio Biedermann sta vivendo il sogno di ogni giovane scrittore. Classe 2003, cresciuto sulle rive del lago di Zurigo, con il suo romanzo di esordio I Lázár nel 2025 si è guadagnato la presenza stabile nelle classifiche di vendita tedesche per 29 settimane. E dall’8 settembre, con la traduzione di Leonella Basiglini per Guanda, anche i lettori di lingua italiana potranno scoprire quello che il New Yorker ha definito “il best seller di uno scrittore prodigio”.
L’opera di Nelio Biedermann si inserisce in un filone preciso, quello del romanzo familiare mitteleuropeo. Al centro della narrazione troviamo i Lázár del titolo, una famiglia aristocratica ungherese che ci viene presentata immersa in atmosfere da fiaba gotica. Una scelta necessaria, come ha spiegato l’autore al New York TimesCollegamento esterno, per prendere le distanze dalla storia reale della sua famiglia che, come quella dei suoi protagonisti, ha origine nella nobiltà ungherese. Lungo il racconto quest’aura fiabesca si dipana e lascia emergere il cuore dell’opera di Biedermann: il declino dell’aristocrazia attraverso la storia del XX secolo.
Seguiamo quindi le vicende della famiglia lungo tre generazioni: dal barone Sándor e sua moglie Maria a Pista ed Eva, passando per Lajos e Lilly. Ma in realtà la vera protagonista del romanzo è la Storia, tra la dissoluzione dell’impero austro-ungarico, il nazismo, il comunismo, l’espropriazione e l’esilio. I membri della famiglia vengono travolti dagli sconvolgimenti del secolo scorso, assistono e vivono eventi orribili cercando di scendere a patti come meglio possono con la propria coscienza.
Dal punto di vista stilistico, I Lázár si presenta come un’opera che segna la volontà di un ritorno al romanzo tradizionale, dopo anni in cui i lavori dei giovani esordienti sono spesso stati dominati dall’autofiction. E forse questo è uno degli elementi che più ha attirato l’attenzione internazionale, e ha fatto sì che il romanzo venisse salutato con favore dalla critica. Le narrazioni personali e storiche ci vengono presentate da un narratore onnisciente di stampo classico, una voce che richiama direttamente la tradizione ottocentesca e mitteleuropea; il tono è distaccato e consapevole. Una scelta interessante e ambiziosa dati gli estremi anagrafici dell’autore, che si traduce sulla pagina in uno stile denso di immagini, dettagli e dall’ampio respiro.
A scanso di equivoci: I Lázár non è un romanzo perfetto. E questo è importante dirlo, anche per cercare di smorzare le esagerate aspettative che potrebbero nascere attorno a un autore esordiente già definito “un prodigio” e “il nuovo Thomas Mann“. La densità di dettagli non trova sempre il suo equilibrio e la struttura frammentaria, con una buona dose di analessi e prolessi, diventa in alcuni attimi meccanica per il lettore. Inoltre le numerose scene sessuali, anche se utili a rappresentare la profonda irrequietezza di una dinastia aristocratica in declino, qualche volta rischiano di far stagnare la trama. Nel complesso però, l’opera è sicuramente matura per un debutto e la voce di Biedermann sembra aver già trovato la sua dimensione, fatto per nulla scontato per un autore così giovane.
In definitiva I Lázár è un debutto riuscito, che ha saputo attirare l’interesse dei lettori mescolando narrazioni personali e storiche, gotico e realismo, attraverso una scrittura accessibile ed evocativa. Un romanzo che segna la presenza di una giovane voce svizzera nel panorama letterario internazionale e conferma un rinnovato interesse per il romanzo di finzione. E questo, in attesa del responso del pubblico italofono, è già un risultato eccezionale.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.