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Sparatoria all'aeroporto parigino di Orly

Sparatoria questa mattina all'aeroporto parigino di Orly. L'assalitore, che è stato ucciso nella sparatoria era un musulmano radicalizzato e noto ai servizi di Intelligence. L'uomo è sospettato di aver ferito una poliziotta a un posto di blocco prima di andare allo scalo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 marzo 2017 - 11:44
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Giunto allo scalo, prima delle 9:15 l'assalitore avrebbe strappato l'arma a un militare ma sarebbe subito stato abbattuto prima di riuscire ad utilizzarla. I fatti sarebbero avvenuti nei pressi di uno sportello della Turkish Airlines, durante il check-in di un volo per Istanbul - Tel Aviv.

È immediatamente scattata un'operazione di artificieri e poliziotti per escludere la presenza di eventuali ordigni o di altre minacce per la sicurezza. Evacuato, oltre al terminal Sud, anche l'altro terminale, Orly Ovest, dal quale partono diversi voli low-cost diretti in Italia. Le unità cinofile non hanno trovato nessuna traccia di esplosivo all'interno dell'aeroporto.

L'indagine sull'assalto è stata affidata alla procura antiterrorismo di Parigi: è quanto riferiscono i media francesi.

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In nome di Allah

Zyed Ben Belgacem, l'uomo che ha assaltato una pattuglia di militari a Orly, aveva gridato "In nome di Allah" rubando l'auto a Vitry a una donna con la figlia e sparando colpi con la sua pistola.

Lo afferma questa sera una fonte dell'inchiesta citata da Le Parisien. La tv BFM, confermando le notizie del Parisien sulla frase gridata da Zyed Ben Belgacem, ha aggiunto che - secondo sue fonti - l'uomo, prima di rubare l'auto a Vitry, ha per un breve lasso di tempo tenuto in ostaggio alcuni clienti nel bar dove era stato anche la sera prima. Durante questo breve periodo, Zyed avrebbe gridato frasi inneggianti ad Allah.

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