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Gli alberghi Mövenpick passano in mano francese

In Medio Oriente (nella foto l'albergo di Doha inaugurato nel 2007) la catena Mövenpick è presente con una quarantina di hotel. Keystone

Per anni è stato un simbolo della qualità del settore alberghiero svizzero all'estero. Oggi però il marchio elvetico è diventato troppo piccolo per competere con le grandi catene internazionali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 aprile 2018 - 13:15
tvsvizzera.it/mar/ats con RSI (TG del 30.4.2018)

Tutte le attività riunite sotto il marchio Mövenpick Hotels and Resorts saranno cedute al gruppo francese Accor per 560 milioni di franchi. La transazione, annunciata lunedì, deve ancora essere approvata dalle autorità della concorrenza.

Il ramo alberghiero di MövenpickLink esterno è stato creato nel 1973, quale estensione delle attività di ristorazione del gruppo, fondato nel 1948 a Zurigo dall'imprenditore di origine tedesca Ueli PragerLink esterno. Oggi comprende 84 alberghi in 27 paesiLink esterno, in particolare in Europa e Medio Oriente, e dà lavoro a circa 16'000 persone. Nel corso degli anni, gli alberghi Mövenpick hanno saputo ritagliarsi una reputazione di qualità associata a un certo lusso, senza però eccessivi sfarzi.

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"L'integrazione in AccorHotels consentirà a Mövenpick Hotels & Resorts di proseguire la sua lunga storia e accelerare la propria crescita", ha indicato la holding con sede a Baar, nel cantone Zugo. La catena approfitterà della forza del gruppo francese, principalmente dei canali di distribuzione e del programma fedeltà.

Il colosso francese riunisce dal canto suo oltre 4'300 alberghi in 100 paesi, con noti marchi come Novotel, Ibis, Sofitel o Mercure.

Per diversificare e resistere meglio alla concorrenza delle piattaforme online, negli ultimi mesi AccorHotels ha moltiplicato le acquisizioni, investendo principalmente nel segmento del lusso. Con l'acquisto di Mövenpick, il gruppo francese può espandersi in mercati come il Medio Oriente, l'Africa e l'Asia-Pacifico.

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