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Troppi autisti di bus lamentano problemi di salute

© Keystone / Alexandra Wey

Un autista di bus su tre è alla guida anche quando non è in perfette condizioni psico-fisiche. È il preoccupante dato che emerge dall'indagine tra il personale condotto dai sindacati Sev,Syndicom e Vpod in collaborazione con il Centro universitario di medicina generale e sanità pubblica di Losanna Unisanté.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 luglio 2022 - 21:33
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Secondo lo studio solo il 3,9% degli intervistati non ha problemi di salute, mentre più della metà (57%) lamenta dolori muscolari alle spalle e al collo, circa il 50% soffre di mal di schiena e affaticamento anomalo, il 43% ha problemi di sonno e il 42% è in situazione di stress.

Inoltre, il 35% dei partecipanti all'inchiesta manifesta irritazione e il 33% dichiara di avere mal di testa. Più in generale, come anticipato, quasi un terzo dei conducenti non è in forma quando si mette alla guida e il numero dei giorni di malattia è aumentato nel 2022, osserva la ricerca.

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Naturalmente questo stato di cose non si limita ad intaccare solo il benessere dei singoli dipendenti: la stanchezza e il mal di testa hanno un effetto sulla frequenza degli incidenti, che quest'anno risulta più alta rispetto alla precedente indagine del 2018.

"Vista l'alta percentuale di alcuni problemi di salute abbastanza specifici è possibile pensare che siano legati all'ambiente di lavoro", afferma Unisanté, come nel caso dimostrato delle vibrazioni a cui il corpo degli autisti è sottoposto quotidianamente e che è all'origine dei frequenti mal di schiena.

Vi è poi tutta una serie di altri disagi cui sono confrontati i conducenti dei mezzi pubblici. I turni di oltre dieci ore, a causa degli orari interrotti, sono considerati problematici dall'80% degli autisti interpellati. Questione acuitasi durante la pandemia quando il 40% degli autisti ha dovuto sostituire colleghi contagiati.

In proposito i dipendenti lamentano lamentato, come terzo problema, le molte ore ininterrotte di lavoro in cui non sono accessibili i servizi igienici. Con il numero crescente di donne in questa professione è leggermente migliorata la disponibilità di bagni nei terminal, ma la composizione dei turni e il traffico congestionato impediscono spesso di usufruirne.

Ma a preoccupare maggiormente questa categoria, dopo i problemi di salute, è il comportamento dei ciclisti e, al quarto posto, l'aggressività degli altri utenti della strada. Corsie preferenziali per gli autobus, a loro giudizio, contribuirebbero a porre rimedio a questa situazione.

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