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Toccare con mano la scienza per suscitare nuove vocazioni

Capire i risvolti pratici delle materie scientifiche: è questo il primo obiettivo delle cosiddette 'Newton Room'. tvsvizzera

Con una laurea scientifica in tasca, il posto di lavoro è quasi assicurato. In Italia, poco meno di un laureato su quattro ha in tasca un titolo in queste materie. Un dato in linea con quello di molti Paesi dell'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica, ma inferiore rispetto ad esempio a quello della Germania (40%) o della Svizzera (30%). Per aumentare l'interesse per le cosiddette STEM, a Bari i ragazzi e soprattutto le ragazze hanno potuto sperimentare in prima persona la scienza, grazie a una 'stanza di Newton'.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 novembre 2021 - 09:42
Mario Messina

Il sistema scolastico italiano è spesso attaccato perché troppo legato alla teoria e troppo poco alla pratica. Perché non in grado di preparare gli studenti al mondo del lavoro.

Un sistema che non permetterebbe ai ragazzi di appassionarsi alle materie scientifiche perché non in grado di far passare il messaggio che la matematica, la fisica e le scienze non sono solo teoria, ma hanno dei risvolti interessantissimi nella vita di tutti i giorni.

Un problema non soltanto italiano, tanto che nel 2000 la ong First Scandinavia per invertire la rotta e spingere ragazze e ragazzi delle scuole superiori ad interessarsi delle cosiddette scienze dure, inventò le cosiddette Newton Room: stanze esperienziali dove studenti e studentesse potessero vedere (e toccare) i risvolti pratici delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).

L’interesse suscitato in patria spinse la ong norvegese a esportare le Newton Room anche al di fuori del Paese. Negli ultimi vent’anni ne sono state installate in Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Danimarca e Gran Bretagna.

A inizio novembre, finalmente, ne è arrivata una anche a Bari, la prima Newton Room italiana. Anche se soltanto per qualche settimana.  

Grazie alla collaborazione tra il Politecnico di Bari, Boing Italia, First Scandinavia e ScuolAttiva, i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori del barese hanno potuto provare l’ebrezza del volo in aereo attraverso un simulatore, e quindi capire che la matematica e la fisica studiate a scuola sono alla base del funzionamento di tanti dispositivi.  

Le Newton Room in Italia potrebbero rispondere a un problema ormai endemico del nostro sistema universitario: la scarsa attrattività delle materie STEM.

Passi in avanti

Un miglioramento, però, è già in atto. Il Rapporto 2021 sul Profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati di Alma Laurea fa sapere che “rispetto all’a.a. 2003/04 l’area STEM mostra un aumento del 15%” nel numero di immatricolazioni.

Inoltre è sempre maggiore il livello di occupazione dei laureati in discipline STEM. Guardando ai dati a cinque anni dalla laurea, nel rapporto di Alma Laurea si legge: “I laureati dei gruppi in informatica e tecnologie ICT, ingegneria industriale e dell’informazione, economico e quelli del gruppo in architettura e ingegneria civile (tutte discipline STEM tranne economia, ndr) mostrano le migliori performance occupazionali, dal momento che il tasso di occupazione è ovunque superiore al 90,0%. Sono invece al di sotto della media i tassi di occupazione dei laureati dei gruppi arte e design, letterario-umanistico nonché educazione e formazione (il tasso di occupazione è inferiore all’81,0%)”.

Retribuzioni più alte

Più nello specifico è del 97,2% il tasso di occupazione per i laureati in Informatica e tecnologie ICT; del 96,4% per i laureati in Ingegneria industriale e dell'informazione e del 91,6% per i laureati in Architettura e ingegneria civile.

Così come sono maggiori le retribuzioni nette dei laureati in discipline STEM: 1'841 euro in media per i laureati in Informatica e tecnologie ICT contro i circa 1'200 euro netti mensili in media per il settore psicologico e della formazione.

Dove i numeri sui tassi di occupazione e sullo stipendio percepito non riescono ad arrivare, potrebbero farlo le esperienze come quelle dell’aula esperienziale del politecnico di Bari.  

Terminata l’esperienza barese, la Newton Room italiana sarà pronta ad essere ospitata in altri atenei italiani.

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