Dei quasi 100'000 stranieri residenti in Ticino, circa 60'000 hanno il passaporto italiano. A prima vista, trasferirsi in una realtà con la stessa lingua e la stessa cultura non rappresenta un passo particolarmente difficile. Eppure, non è tutto così semplice. L’esperienza di due italiani trapiantati in Ticino proposta dalla trasmissione Ingresso Libero della Radiotelevisione Svizzera.
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tvsvizzera.it/mar con RSI
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Vincenzo Gonnella è arrivato in Svizzera per amore. Originario di Salerno e di formazione avvocato, si è trasferito in Ticino nel 2000 per raggiungere appunto sua moglie. “All’inizio è stato difficile, difficilissimo”, confida alle telecamere della RSI. “Pensavo di trovare facilmente lavoro, ma ci sono voluti nove mesi”.
Michela Grassi-Vitali viene invece da Milano e vive a Lugano da diversi anni assieme al marito, anche lui italiano. Anche per lei il primo impatto con la realtà ticinese non è stato semplice: “Sei a Milano, a 70 km da qua. Pensi che sia solo un trasloco. Ti dici che non cambierà tanto. Non ti immagini però che ci sono delle differenze. Mi ricordo che la prima volta che una collega di mio marito ci ha invitato a casa sua per le 20.30, per loro era un dopocena e noi invece siamo arrivati a stomaco vuoto. In casi come questo ti rendi conto che vivi un po’ con un fuso orario differente”.
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