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The sound inside

di The Italy Diaries

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 aprile 2015 - 14:25

Un bambino che fischietta, il rumore di un'automobile, la musica. Tutto è suono e dal suono nascono ricordi, emozioni, sensazioni. Gianni Mimmo nel suo laboratorio di Pavia che si affaccia sul Naviglio, ripara strumenti a fiato, è un artigiano della musica, ma anche un musicista jazz e un produttore discografico. Gli strumenti per lui possiedono un'anima nascosta in meccaniche meravigliose che trasformano la materia in musica.

Lo strumento per un musicista non è solo un mezzo, ma è un compagno di vita. Lo si ama quando si suona sul palco, lo si odia quando bisogna esercitarsi, e quando lo si perde si soffre. Dice Gianni Mimmo: «Quando la gente mi domanda "Che lavoro fai?" Io dico "riparatore di strumenti a fiato" tutti dicono "ma..."». E' un lavoro che sorprende e lascia senza parole. «Mio nonno suonava gli ottoni – prosegue - mio zio era professore di tromba e la musica è sempre stata parte della mia vita. Ma io l'ho sempre vista da dentro, sono sempre stato attratto da quello che c'è dentro gli strumenti. E sono andato avanti su questa strada».

Il suo laboratorio e la sua etichetta discografica si chiamano Amirani come il nome di un semidio della mitologia caucasica la cui storia ricorda quella di Prometeo. Amirani, non rubò il fuoco agli dei, ma il segreto per forgiare i metalli. Nel XIX secolo non un leggendario semidio, ma un costruttore di strumenti a fiato belga chiamato Adolphe Sax inventò un nuovo strumento che oggi porta il suo nome, un'invenzione che ha innovato la musica. Mimmo ogni volta che ha un sax in mano capisce che è qualcosa di più di uno "strumento": «E' qualcosa che appartiene alla bellezza».

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