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Il grande numero dei "jihadisti delle steppe"

L’attentatore che la notte di Capodanno ha ucciso 39 persone in un locale di Istanbul potrebbe essere originario del Kirghizistan. La notizia non è confermata ma, come spiega il collaboratore della Radiotelevisione svizzera italiana Giuseppe D’Amato, dall’Asia centrale e dalla Russia proviene un grande numero di jihadisti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 gennaio 2017 - 08:47
tvsvizzera/ZZ con RSI (TG del 03.01.2017)
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Si tratta migliaia di persone (1'800 russi, 4'500 provenienti dall’Asia centrale e un centinaio di Uiguri della regione cinese dello Xinjiang), che hanno iniziato la loro lotta contro il governo del proprio paese. Anche i moderati vengono subito etichettati come estremisti e questo favorisce una forte radicalizzazione, sostiene D’Amato.

Sembra inoltre esistere un tacito accordo a livello internazionale secondo cui è meglio combattere queste persone lontano, ad esempio in Siria e Afghanistan, anziché nel proprio paese o nelle grandi città russe ed europee, un’intesa che però i recenti attentati sembrano far cadere.  

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