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Sull'aborto è scontro aperto tra Casa Bianca e Corte Suprema

Biden firma un ordine esecutivo sull'aborto. Keystone / Yuri Gripas / Pool

A due settimane dalla controversa sentenza della Corte Suprema, Joe Biden risponde ha espresso parole dure contro il verdetto e preannunciato misure a tutela dei diritti delle donne statunitensi. Per il presidente il pronunciamento dei giudici federali, definito "terribile, totalmente sbagliato, non ha alcun fondamento nella Costituzione americana ma è un mero esercizio di potere politico".

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 luglio 2022 - 21:18
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Joe Biden ha inoltre esortato il Congresso ad approvare una legge federale sulla depenalizzazione dell'interruzione della gravidanza, su cui più preme parte del Partito democratico. "La firmerei all'istante", ha assicurato, definendola "la via più rapida" per ripristinare un diritto negato. "Questa Corte ha fatto capire chiaramente che non proteggerà le donne, ma io lo farò", ha dichiarato il presidente.

Un ordine esecutivo in attesa di una legge

E per questo motivo ha firmato un ordine esecutivo che dà mandato al Dipartimento della Salute di proteggere ed espandere l'accesso all'aborto farmacologico, in linea con le indicazioni della Food and Drug Administration.

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Il presidente chiede anche al suo ministro della Salute, Xavier Becerra, di ampliare il più possibile l'accesso ai servizi medici di emergenza, contraccezione, fecondazione assistita e altri servizi riproduttivi. E di fare rapporto alla Casa Bianca una volta al mese sull'andamento di queste operazioni.

Il procuratore generale e i consulenti legali dell'amministrazione sono stati poi incaricati di creare un pool di avvocati che forniscano assistenza gratuita in eventuali future controversie, come quelle che si profilano a carico delle donne che rischiano sanzioni per essersi recate in un altro Stato per abortire.

Biden ha infine chiesto al presidente della Federal Trade Commission di adottare misure per proteggere la privacy delle pazienti che cercano informazioni online e di non divulgare i loro dati registrati su app o siti.

Democratici sulle barricate

L'ala liberal del Partito democratico ha però già bocciato queste proposte poiché, tra le altre cose, non prevedono la vendita di pillole abortive negli Stati in cui l'interruzione di gravidanza è vietata. Esponenti progressiste come Alexandria Ocasio-Cortez ed Elizabeth Warren pretendono poi misure ancora più radicali come l'allargamento della Corte Suprema o l'apertura di cliniche per l'interruzione di gravidanza su terreni federali.

Intanto sono però già nove gli Stati dove non si può più abortire e il loro numero, secondo quanto indica il Center for reproductive rights, è destinato ad aumentare sensibilmente nelle prossime settimane.

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