storie di detenute a Lecce Piccole imprenditrici dal carcere, un'iniziativa di successo

Di Dario Lo Scalzo, Rsionline


Il marchio Made in CarcereLink esterno rappresenta un modello innovativo d'imprenditoria sociale al femminile. Attraverso il lavoro e l’impegno delle detenute, all’interno del carcere di Lecce, vengono realizzati e commercializzati su larga scala borse, accessori, gadget e manufatti originali. L'idea, di successo, è di Luciana Delle DonneLink esterno, fondatrice e CEO di Officina Creativa, cooperativa sociale senza scopo di lucro. Dopo avere lasciato un ruolo da top manager in banca, Luciana ha deciso di occuparsi delle persone escluse ed emarginate.

È nato così un modo diverso di fare impresa che ruota intorno alla convergenza tra il recupero di tessuti e materiali di scarto e il reintegro sociale di detenute condannate per reati minori. Un business sostenibile con cui dare una seconda chance ai reclusi e una seconda vita ai tessuti.  Mentre da anni ormai il marchio può contare sul riscontro positivo di clienti e mercato, le detenute apprendono un mestiere e questo è un passo indispensabile per la loro inclusione sociale.

“Qui dentro si fa un cammino di consapevolezza, ma si costruisce anche un percorso professionale. Si formano delle imprenditrici, si fa impresa seriamente perché i conti devono tornare” ci dice Luciana Delle Donne. Un’esperienza straordinaria sia sul fronte commerciale sia su quello umano che, da poche settimane, vive un apice emotivo grazie alla realizzazione della Maison tessile. Una vera casa nel carcere dove, oltre alle postazioni di lavoro, ci sono una cucina, una sala lettura, una palestra, dei divani, delle piante, dei quadri, dei mobili. 

Uno spazio al di qua delle sbarre che dà una dignità diversa alle detenute-imprenditrici.

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