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Stretta di Trump sui lavoratori stranieri

Al recente comizio di Tulsa, Oklahoma. Copyright 2020 The Associated Press. All Rights Reserved.

Il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di prolungare fino a dicembre il congelamento dei permessi di residenza permanente (green card) e di sospendere temporaneamente alcune categorie di visti. Il decreto firmato lunedì impedisce di fatto l'ingresso negli USA di migliaia di lavoratori stranieri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 giugno 2020 - 13:35

Questa volta, nel mirino di Trump, non è l'immigrazione clandestina ma i lavoratori qualificati stranieri.

L'obiettivo del provvedimento, spiegano fonti dell'amministrazione, è limitare drasticamente gli ingressi durante il periodo di rallentamento dell'economia innescato dalla pandemia di coronavirus. In tutto, oltre mezzo milione di visti saranno congelati fino alla fine del 2020, con l'intento di liberare posti di lavoro per gli americani.

La green card (carta verde, dal colore che il tesserino aveva in passato) è un'autorizzazione a tempo indeterminato: consente ad esempio di rientrare negli USA dopo un periodo all'estero. Per ottenerla, gli stranieri -anche già residenti- devono passare da una lista d'attesa.

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Immigrazione un valore

La stretta del presidente, attesa da settimane, è fortemente contrastata dalla Silicon Valley e da molte altre imprese. Non si è fatta del resto attendere la reazione di Amazon, Google e Twitter.

"Prevenire gli ingressi di lavoratori altamente specializzati nel paese mette a rischio la competitività americana", afferma Amazon in una nota. "L'immigrazione ha contribuito immensamente al successo economico dell'America e di Google. Delusi dalla decisione, restiamo a fianco degli immigrati", dichiara l'amministratore delegato dell'azienda Sundar Pichai. La decisione "mina uno dei maggiori asset economici dell'America: la sua diversità", mette in evidenza Twitter, che come Amazon parla di decisione "miope".

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Come osserva il servizio RSI [video sopra], Trump compie questa mossa in un momento di difficoltà: nelle ultime settimane è aumentato notevolmente il distacco dal suo rivale democratico alle prossime presidenziali Joe Biden, e un libro del suo ex consigliere per la sicurezza nazionale in uscita martedì lo descrive come totalmente inadeguato al suo ruolo.

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